Aree pubbliche gratis da parte dei privati. E investimenti sul terziario e sul turistico-ricettivo per riqualificare le aree industriali dismesse di corso Alcide De Gasperi. Queste le novità introdotte dal Piano Urbanistico Comunale (Puc), presentato oggi nella sala congressi del Palazzo Reale di Quisisana dal sindaco Gaetano Cimmino, dall’assessore all’Urbanistica Fulvio Calì e dai redattori del piano. Un evento contraddistinto da una nutrita partecipazione di associazioni e professionisti del settore, che ha avuto un buon seguito anche nel corso della diretta streaming sui canali istituzionali dell’ente. Il Puc, spiega il sindaco, mira a “superare visioni speculative e interessi di sorta”, descrivendo “una visione organica della città, sia per la costruzione di quadri normativi chiari e ben definiti, atti a rendere concreti e fattibili programmi, azioni e progetti attuabili in tempi certi”. Non esita a parlare di “documento storico” il primo cittadino, parlando di “una pubblica amministrazione non più interprete di un programma normativo indifferente ai luoghi ed ai contesti, ma capace di anticipare e di guidare i processi di trasformazione, garante dell'interesse pubblico, semplificando e snellendo le procedure”. Un percorso che ha visto protagonista, in particolare, l’assessore Fulvio Calì, che ha evidenziato i vantaggi dell’istituto della perequazione, “volto a coinvolgere il privato nelle trasformazioni urbanistiche, attribuendo a tutte le proprietà del comparto valori edificatori uniformi ed uguali obblighi verso l’ente”, al fine di superare “la disparità degli effetti propri della zonizzazione consentendo, al contempo, al comune di disporre gratuitamente di aree pubbliche per attrezzature e standard”. All’interno del piano è confermata la destinazione del terziario e del turistico-ricettivo per le aree industriali dismesse di corso Alcide De Gasperi, ponendo fine di fatto a qualsiasi progetto incentrato sul Piano Casa e sulle ipotesi speculative andate in scena negli ultimi anni. Per le case, tuttavia, permane un margine sul territorio cittadino, tenendo conto che il fabbisogno abitativo di Castellammare di Stabia prevede l’esigenza di ulteriori 1030 alloggi in città, da distribuire sui vari nodi urbani qualora ci fossero le condizioni sia normative sia economiche per realizzare l’intervento. Ne è un esempio concreto il rione Savorito, dove sono previsti 277 nuovi alloggi grazie ai fondi del Pnrr nell’ambito del progetto Pinqua, per il quale Palazzo Farnese ha ricevuto un finanziamento di 15 milioni di euro dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per la rigenerazione di un quartiere che da decenni attende una vera svolta.
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