Nel valzer della politica che sta tenendo banco a Castellammare, il quadro complessivo in vista delle elezioni amministrative che si svolgeranno il prossimo 5 giugno è ancora tutt'altro che chiaro. Il Pd tarda ad assumere una posizione decisa in merito alla scelta del candidato sindaco e alla definizione della coalizione di centrosinistra, Forza Italia è in cerca di alleati tra i moderati per dare maggiore solidità al gruppo guidato da Gaetano Cimmino e soltanto Vozza e Amato hanno sciolto le riserve, avviando la loro personale campagna elettorale. In questo contesto di riferimento sembra potersi nuovamente avvantaggiare l'Area Civica, tornata nuovamente compatta dopo le frizioni interne che qualche settimana fa hanno rischiato di disgregarla sul nascere. La colazione moderata si è riunita ieri sera presso l'Hotel Miramare per provare a tracciare un percorso unitario che prescinda da possibili alleanze con le forze politiche dominanti nell'ultimo decennio in città, concedendosi tuttavia altre 24 ore per arrivare ad una scelta definitiva e per scegliere eventualmente il proprio candidato sindaco. In tal senso, Eduardo Melisse può contare su un polo civico di elevato spessore, avendo dato vita alle due liste Società civile per Stabiae e Insieme per cambiare e avvalendosi dell'alleanza con i Pensionati Europei di Michele di Matteo, Rinnovamento per Stabia di Francesco D’Assisi e Progetto Stabia di dottor Pio Donnarumma. L'architetto, già candidato sindaco in occasione delle amministrative del 2013, ha confermato le indiscrezioni relative al consolidamento dell'Area Civica, definendo il profilo dell'aspirante primo cittadino a cui dovrebbe essere affidato l'incarico di gestire la “res publica” stabiese: «Credo che, a meno di improvvisi cambi di rotta che oggi ritengo improbabili, l'Area Civica correrà da sola in occasione dell'imminente competizione elettorale - ha affermato Melisse -. Dal canto nostro, avevamo avviato da tempo un dialogo con le varie forze politiche presenti sul territorio, in particolare con il Pd. Abbiamo intavolato un discorso proficuo dapprima con Annapaola Mormone e poi con Andrea Di Martino, ma l'incertezza attuale che attanaglia i democratici ci fa propendere per una soluzione autonoma nell'ottica dell'attuazione di progetti che necessitino di chiarezza e compattezza. Sin dalla caduta dell'amministrazione Cuomo, per la quale attendiamo ancora spiegazioni più consone alla gravità dell'accaduto, abbiamo provato a fornire un contributo fattivo alla scelta del leader a cui affidare l'incarico di candidato sindaco per il centrosinistra, esprimendo la nostra preferenza per Lello Topo e per il consigliere regionale Loredana Raia, entrambi rimasti subito fuori dai giochi. Non possiamo pertanto attendere altro tempo e credo che stasera l'assemblea sceglierà il candidato sindaco di Area Civica che potrà contare sull'appoggio di almeno otto liste e che, per mia espressa volontà, dovrà essere uno stabiese che conosca e gestisca al meglio le esigenze della città». Tutti gli indizi portano verso la candidatura di Antonio Bonifacio, la cui nomina dovrebbe mettere d'accordo le varie anime della coalizione moderata. «Riguardo alla scelta del candidato, mi atterrò alla volontà dell'assemblea - ha proseguito Melisse -. Bonifacio in tal senso rappresenta una garanzia, ma preferisco non sbilanciarmi ancora. Non nego che avremmo preferito impostare un dialogo ad ampio raggio con gli altri partiti, ma siamo altresì convinti di poter competere con grandi ambizioni anche da soli. Anche durante la gestione Cuomo, ho provato a battermi per la realizzazione di opere e progetti atti a restituire dignità e decoro alla città, ma ho trovato spesso la strada sbarrata dinanzi a me. Ritengo opportuno che la prossima amministrazione sia vicina ai problemi quotidiani dei cittadini, a partire dalla manutenzione stradale e dalla riqualificazione delle periferie. Soltanto in questo modo, saremo pronti ad affrontare le sfide più imponenti relative al rilancio di Terme, Avis e Fincantieri, per le quali occorrerà coinvolgere anche la Regione e il Governo per poter usufruire dei fondi europei necessari per finanziare le grandi opere».