Diventa esecutiva la riduzione dei tassi di interesse dal 10% all'1% sulle somme non corrisposte a titolo di ordini concessori ex art. 39 comma 10, legge 724/94, per le istanze di condono edilizio ancora giacenti presso l'ufficio competente del Comune, con annessa modifica della rateizzazione. Si tratta dell'unico effettivo provvedimento, al netto dei debiti fuori bilancio, portato oggi in consiglio comunale, il primo da circa due mesi.
La riduzione degli interessi deriva dalla valutazione di un anacronismo decisamente oneroso per i cittadini stabiesi: il tasso d'interesse applicato all'atto dell'emanazione della legge, infatti, era pari al 10% in linea con gli andamenti di mercato, mentre oggi è fissato all'1%, come da decreto del Ministero dell'Economia e Finanze pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 292 del 13/12/2013.
L'art. 13 della legge n.289/2002 consentiva la possibilità per i cittadini di ridurre le sanzioni, in riferimento a qualsiasi entrata patrimoniale e quindi anche all'oggetto in questione (oneri accessori), come risulta anche da alcune sentenze favorevoli del Tar e del Consiglio di Stato tra il 2004 e il 2005, in linea con l'indirizzo applicato dai suddetti Comuni.
«Finalmente riusciamo a fornire risposte importanti ai cittadini in merito ad una problematica che si trascina ormai da anni con spese folli - ha sottolineato il presidente del consiglio comunale Eduardo Melisse, promotore del provvedimento -. Sono circa 3500 le pratiche di condono ancora giacenti presso gli uffici del Comune e l'approvazione odierna consentirà d'ora in poi di ridurre gli esborsi correlati agli interessi».
Il provvedimento è stato approvato all'unanimità, ma l'opposizione ha contestato un presunto difetto di comunicazione relativo alle modalità di applicazione dello “sconto”, che non è retroattivo ma scatta a partire dall'approvazione del provvedimento in consiglio comunale e ha validità nell'arco temporale che precede l'approvazione della pratica di condono edilizio.
«Questo provvedimento poteva essere adottato già nel 2005 - ha sottolineato Melisse -. Perché non è stato mai messo in atto prima d'ora? Gli stessi che oggi contestano fino a pochi anni fa erano in maggioranza, ma non hanno pensato a mettere in pratica un'agevolazione che avrebbe consentito ai cittadini di risparmiare cifre enormi. Intanto oggi il provvedimento è stato votato all'unanimità e questa è la cartina di tornasole della bontà dell'iniziativa».
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