Il capogruppo de I Moderati: "In consiglio si approvano soltanto provvedimenti e bilanci senza affrontare le tematiche che stanno a cuore ai cittadini. Le Terme? Patrimonio non tutelato".
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L'instabilità politica che da mesi ormai imperversa in città arricchendosi di nuovi capitoli col passare dei giorni sta generando scontri sempre più feroci tra l'opposizione e una maggioranza che si assottiglia sempre più. Il consigliere comunale Antonio Alfano attacca l'amministrazione guidata dal sindaco Cuomo auspicando che la sfiducia nei confronti del primo cittadino produca presto lo scioglimento della giunta: "Cuomo sta sfruttando il proprio voto per proseguire nel suo mandato - spiega Alfano -, dato che con una minoranza composta da 12 consiglieri non avrebbe altre chances per restare in sella. Sono tanti i colleghi che si sono divincolati da un'amministrazione che definirei pessimista, in quanto non trasmette alcuna positività e non affronta le reali emergenze cittadine, a cui tende a prediligere gli affari personali. Durante la campagna elettorale, il sindaco faceva leva sull'"1 fisso", metafora che faceva riferimento alle sue origini stabiesi raffrontate a quelle del letterese Antonio Pentangelo. Gli atti a tutela dei cittadini, tuttavia, latitano e ogni promessa finora non ha trovato riscontro. L'unico mezzo di cui disponiamo per manifestare il nostro dissenso consiste nel richiedere i consigli comunali, durante i quali però vengono soltanto approvati bilanci e provvedimenti senza effettuare interrogazioni né affrontare le tematiche che appassionano e riguardano la cittadinanza. La richiesta di arretrare o abolire la cartellonistica in villa non è argomento di minoranza, eppure non è stato ancora affrontato in consiglio. Cuomo non dispone di una programmazione e viaggia a vista, evitando ogni tipo di confronto. Mercatelli qualche tempo fa aveva chiesto di approfondire la questione del dissesto idrogeologico, tematica improvvisamente svanita nel nulla in seguito al suo salto nella maggioranza. Le Terme, infine, rappresentano il classico esempio di patrimonio non tutelato, di fronte al quale il primo cittadino continua a manifestare la sua ignavia di impronta dantesca senza prendere una posizione decisa. La città deve dunque sapere che questa opposizione ha preso le distanze da questo sindaco e che sta cercando di mandarlo a casa quanto prima nella consapevolezza che un commissario farebbe molto meglio di quanto questa amministrazione sia riuscita a produrre finora".
Passata all'opposizione da alcuni mesi, insieme all'ex capogruppo del PD Francesco Iovino, la consigliera comunale Rosanna Esposito punta il dito ancora contro una politica di gestione della vertenza terme definita senza mezzi termini "fallimentare". "Al fallimento di Terme - dice Esposito - è seguito un lungo silenzio che di fatto non ha consentito ai consiglieri di conoscere le intenzioni dell'amministrazione comunale in materia. Abbiamo cercato di parlarne a cuore aperto sia durante alcune conferenze che in Consiglio comunale, ci ritroviamo però purtroppo a prendere atto di un comportamento che ci costringerà a cambiare registro a partire da domani. Chiederemo in primis di consultare tutte le delibere approvate inerenti le spese di settembre che sono certa essere state programmate. Erano tanti gli argomenti all'ordine del giorno, ma noi tutti tenevamo particolarmente alla questione Terme. Ad oggi si registra un abbandono del patrimonio termale dopo che già sono stati investiti 25mila euro per la vigilanza".