L'entusiasmo iniziale scaturito dalla riapertura delle Terme Stabiane sta pian piano lasciando il posto ad un interrogativo che attanaglia i cittadini in merito al costo del ticket per l'ingresso all'interno del Parco idropinico.. In tanti, infatti, hanno espresso il proprio disappunto per gli 8 euro, ridotti a 4 per i residenti a Castellammare, che sono costretti a pagare per accedere ad una struttura che attualmente non presenta attrazioni particolari al di fuori delle acque temo-minerali (Ferrata, Magnesiaca, Solfurea, Solfurea Ferrata, Media, San Vincenzo, Acidula, Solfurea Carbonica, Muraglione). Un nutrito gruppo di turisti veronesi, intanto, nella giornata di ieri ha fatto dietrofront non appena è venuto a conoscenza del costo del ticket, virando verso la vicina Pompei. Permane tuttavia il dubbio che il vero problema non sia il prezzo del biglietto, tutto sommato in regola con il contesto nazionale, ma derivi dai servizi poco attraenti all'interno del sito, privo di intrattenimenti e giochi d'acqua e concentrato esclusivamente sulle fonti salutari, per le quali la mescita è gratuita in due fasce orarie quotidiane. Il costo del ticket, inoltre, non può essere modificato, in quanto stabilito con una delibera del commissario prefettizio Claudio Vaccaro e fissato ormai fino al 2018 in ragione del dissesto. Il vicesindaco Andrea Di Martino, intanto, ha replicato ai detrattori, facendo riferimento alle contraddizioni di alcuni cittadini che rivendicano l'identità stabiese senza tutelare i tesori della propria terra. «Per anni ho ascoltato pistolotti retorici sulle Terme e sui tesori stabiesi - ha spiegato Di Martino -. Poi apri le Antiche Terme dopo anni di incuria e alcuni l'unica cosa che sanno dire è che pagare l'equivalente di un pacchetto di sigarette o di un cinema per fruirne è troppo caro. Ma siete sicuri di essere pronti per il turismo? Per fortuna c'è chi questa città la ama davvero ed è per loro che vale la pena provarci».