L'eco mediatica generato dall'imminente riapertura delle Antiche Terme sta sovrastando i confini regionali. Numerose richieste di informazione sono pervenute in questi giorni da Puglia, Molise, Lazio, Calabria e persino Valle d'Aosta da parte di individui desiderosi di usufruire delle cure idroterapiche previste nell'ambito del progetto di riapertura del Parco idropinico, segnale evidente dell'importanza che il rilancio del termalismo riveste nell'economia locale. Le modalità di ingresso alla struttura termale saranno regolate in base alla finalità richiesta. Per l'uso civico delle acque minerali delle fonti ex Vanacore, sarà possibile provvedere alla mescita in due orari distinti tra la mattina e il pomeriggio al costo di 10 centesimi al litro. Per l'uso terapeutico, invece, le fasce orarie saranno molto più estese con un ticket di ingresso che dovrebbe aggirarsi intorno agli 8 euro, con riduzione di circa la metà del prezzo per i residenti a Castellammare. L'opera di mediazione messa in atto dal sindaco Antonio Pannullo con il consigliere regionale Alfonso Longobardi e i rappresentanti sindacali, dunque, potrebbe restituire alla città non solo un pezzo della sua gloriosa storia, ma anche un'attrazione turistica di elevato spessore a due passi dalla costiera sorrentina. Il lavoro più sostanzioso, tuttavia, dovrà essere compiuto per riattivare le Nuove terme, che rappresentano il vero cuore del termalismo in città, essendo dotate di strutture atte ad una totale rivisitazione del comparto. Benessere e riabilitazione dovranno essere le due componenti su cui puntare, ma prima occorre incentivare gli imprenditori ad investire su un territorio che di recente ha perso gran parte del suo appeal.