«La storia si riavvoltola su se stessa, marciando velocemente a passo di gambero». È il caso di rispolverare Umberto Eco per descrivere la parabola delle Antiche Terme negli ultimi dodici mesi. Recpuerate le concessioni e riaperto al pubblico il Parco idropinico, tutto lasciava presagire che il 2017 sarebbe stato l'anno buono per avviare un percorso di rilancio del complesso termale di Piazzale Amendola, da troppo tempo lasciato in balia dell'abbandono e del degrado.
Eppure ad oggi nessun passo avanti è stato compiuto e la situazione è tornata drasticamente uguale, se non peggiore, a quella di un anno fa, quando nulla ancora era stato abbozzato per definire l'iter della rinascita dello stabilimento termale. La strada del project financing si è rivelata tortuosa sin dalle prime battute e la procedura pubblica per la ricerca del promotore è andata a vuoto, motivo per cui sarà necessario individuare percorsi alternativi o sperare che qualche soggetto privato si faccia avanti ora, presentando una manifestazione di interesse con annesso un progetto sostenibile che ravvivi la fiducia ormai svanita verso questa linea di indirizzo.
I Cantieri Viviani, iniziativa dall'alto profilo culturale che ha tenuto banco a maggio, non hanno fatto presa sul pubblico e le chances di affidare provvisoriamente le Antiche Terme ad un Ente regionale (Scabec o Fondazione Campania dei Festivale) sono andate a sbattere contro il veto posto da De Luca all'investimento di nuovi fondi regionali, in vista anche della prospettiva di reiterare e perfezionare il progetto dei Cantieri Viviani per il prossimo biennio.
Nulla di fatto, dunque, e le Terme restano chiuse per tutta l'estate, eccezion fatta per due eventi che il Comune ha patrocinato, affidando così alle associazioni il compito di riaprire il Parco per qualche sera e concedere uno zuccherino alla cittadinanza. Si tratta di “Foodlandia”, un'iniziativa dell'Ascom che si terrà tra il 20 e il 23 luglio, e “La favola di Stabia Estate 2017”, organizzato dall'assocazione Stabia in Strada e in programma il 29 luglio e il 5 agosto.
E in questo quadro lo spettro della perdita dei fondi europei destinati alle opere pubbiche, dovuta alla chiusura prolungata delle Terme, potrebbe anche presto materializzarsi qualora le pubbliche prese di posizione in tal senso trovassero davvero conferma nei fatti.