La notizia arriva direttamente dalle stanze dei palazzi romani. Il facilitatore del locale circolo del PD stabiese, Gennaro Migliore, avrebbe scelto l'uomo più fidato, il suo attendente, il suo dipendente al gruppo alla Camera. Andrea Di Martino, secondo quanto apprendiamo, sarebbe il candidato sindaco del PD alle prossime elezioni amministrative. Attorno alla sua figura si è ritrovata tutta la vecchia guardia DS, da Mormone ad Aitra, da Nello Cuomo a Tonino Di Martino. E così, fidando del placet dell'uomo di Renzi, Migliore, e del suo diretto rapporto personale, Di Martino ha sciolto la riserva ed avrebbe detto si. Negli ultimi tempi si era schernito confessando ai più di non avere intenzione di avere ruoli di primo piano in politica, avendo altre mire soprattutto nel campo della ristorazione. Ed invece tra lo chef ed il Sindaco, ha scelto quest'ultimo. E' rinata la vecchia passione per la politica, quella che lo aveva fatto calcare i banchi di consigliere comunale a cavallo tra gli anni '90 e 2000 ed essere artefice del disarcionamento della esperienza Salvato. La stessa che gli aveva fatto vestire i panni dell'assessore alle politiche sociali nelle giunte di centro sinistra per poi passare con la nascita del PD a Rifondazione Comunista. In questa parentesi rivestiva la carica di segretario provinciale a Napoli per poi andare in Calabria con la scissione di Vendola a fare il commissario di SEL. Candidatosi con SEL alle politiche insieme al suo mentore Migliore abbandonava il gruppo vendoliano per irrobustire le fila del PD renziano. Insomma, un buon usato garantito.
Una scelta che, se confermata, spazza via in un solo colpo le primarie stabiesi e, soprattutto, mette in atto quanto in molti cercavano di evitare: una scelta, pur fatta al suo interno, ma calata dall'alto, senza fare i conti con gli altri. Ebbene i primi conti li dovrà fare con il "vero" PD stabiese e con chi finora ne ha dettato i tempi.
Certo la scelta di Di Martino salva capre e cavoli, mai professatosi contro Cuomo, alchimista della politica, non si è mai sbilanciato in un giudizio, da perfetto manuale del politico ecumenico. Ed in tale contesto, cosa faranno i quattro consiglieri dissidenti, cosa faranno gli assessori dimissionari e dimissionati, ed il gruppo dirigente nutrito di anti-Cuomo, ovvero il 90% dei tesserati del PD ?
Dalla sua avrà, come detto, i reduci e combattenti del vecchio DS ed al contempo però sarà maldigerito dai naturali alleati di Sinistra Italiana. Ma Di Martino potrebbe non disprezzare le sirene del centro anche quello più scomodo.
Una notizia, questa, che certamente attiva come un fulmine a ciel sereno in questa domenica delle palme stabiese. Nelle prossime ore sono attese ulteriori conferme.