Rimpasto o non rimpasto? Questo è il problema. L'Area Civica chiede maggior peso all'interno della maggioranza, i dissapori crescono tra gli esponenti dell'amministrazione comunale e intanto aumenta il numero di consiglieri intenti a tirare il sindaco per la giacca.
Pannullo ha più volte assicurato che la giunta per adesso non è in discussione, ma intanto gli equilibri nella maggioranza sono cambiati ed anche la semplice sensazione che qualche testa possa saltare tra gli assessori mette in allarme i consiglieri le cui quote sono più a rischio, costretti dunque a cercare proseliti anche tra le forze di opposizione per garantirsi il sostegno nei confronti del proprio assessore.
Ed è per questo motivo che Antonio Marino, eletto in consiglio comunale con la lista Uniti per Stabia a sostegno del candidato sindaco Gaetano Cimmino, potrebbe transitare dai banchi dell'opposizione a quelli della maggioranza, ratificando il suo passaggio al gruppo consiliare del PD per affiancare Giovanni Nastelli a sostegno dell'assessore alla Pubblica Istruzione Annalisa Armeno, la cui posizione sarebbe in bilico qualora dovesse davvero materializzarsi il rimpasto di giunta.
Il “transito” di Marino verso il PD, tuttavia, è stato frenato dalla sua posizione tutt'altro che salda in consiglio comunale. Subito dopo le elezioni amministrative del mese di giugno 2016, infatti, Emanuele D'Apice presentò un ricorso al Tar perché durante le operazioni di spoglio sarebbero state annullate erroneamente alcune schede.
Durante l’attribuzione dei seggi, il fondatore del Comitato Quartieri Uniti rimase fuori dal consiglio comunale stabiese perché la sua lista, Castellammare Insieme, ottenne gli stessi voti di Uniti per Stabia, quella di Marino. Al sorteggio prevalse quest'ultimo, che pertanto è entrato nell’assise pur godendo di 400 preferenze in meno rispetto a D'Apice.
Il Tar della Campania ha deciso di posticipare la data dell’udienza al prossimo autunno (inizialmente era fissata per luglio) costringendo Emanuele D'Apice ad aspettare ancora cinque mesi prima di poter conoscere il verdetto della magistratura e il suddetto rinvio potrebbe favorire il passaggio di Marino in maggioranza con buona pace dell'opposizione, che intanto perderebbe un pezzo nell'ambito della partita a scacchi messa in atto dagli esponenti di una maggioranza forte solo nei numeri e sempre più oppressa da crepe e malumori.
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