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Castellammare - Al via anche la lavorazione delle pelli, occhi all'inquinamento delle acque del Sarno

L'allarme lanciato dal senatrice La Mura: «In fase di lavaggio e manutenzione gli impianti potrebbero riversare nel suolo e nell’acqua i rifiuti prodotti attraverso gli scarichi»

tempo di lettura: 2 min
27/04/2020 12:32:26
Castellammare - Al via anche la lavorazione delle pelli, occhi all'inquinamento delle acque del Sarno

“Con l’ordinanza n. 39 dello scorso 25 aprile, il governatore Vincenzo De Luca ha consentito da oggi le attività conservative, di manutenzione, pulizia e sanificazione delle aree produttive di alcune attività: tra queste quelle relative alla lavorazione delle pelli. Esulta il polo conciario di Solofra, cui si dovrà prestare molta attenzione in quanto molto spesso responsabile di scarichi che hanno strette correlazioni con l’inquinamento del fiume Sarno”, così la senatrice capogruppo M5S in commissione Ambiente Virginia La Mura.

“Come già annunciato dal ministro Costa, verranno effettuati serrati controlli per monitorare la qualità delle acque del fiume e capire, sopratutto in questa fase di ripresa delle attività, quali sono quelle con comportamenti illeciti e irrispettosi della salvaguardia ambientale. E proprio questa prima fase è importante in quanto in fase di lavaggio e manutenzione gli impianti potrebbero riversare nel suolo e nell’acqua i rifiuti prodotti attraverso gli scarichi. Come è noto, il settore conciario è altamente inquinante per la produzione di acque reflue e fanghi contenenti materiali chimici e organici delle fasi di lavorazione. Sali di cromo, calce idrata, solfuro di sodio, cloruro di sodio denaturato, sali di alluminio e zirconio, solfidrato di sodio, solfato e cloruro di ammonio, acidi cloridrico e solforico, carbonato e bicarbonato di sodio, solfato di magnesio, solfito, bisolfito, caolino, sono solo alcune delle sostanze inorganiche di cui solitamente si fa uso; mentre tra i prodotti organici di sintesi troviamo resine, coloranti, emulsionanti, i tannini sintetici o sîntani. Ma non è tutto, perché ovviamente gli affluenti conciari contengono derivati della degradazione della pelle, oltre a numerosi additivi chimici. Come non ricordare le parole dell'allora vicesindaco di Solofra, nonché noto industriale conciario, che ad agosto 2018 dichiarava ad una testata giornalistica locale che alcuni scarichi di detergenti rilasciati all’interno del torrente Solofrana avevano solo “lavato le pietre del fiume”. Confido nella collaborazione di tutti i coinvolti, noi non abbasseremo la guardia e presteremo la massima attenzione, anche per questo presenterò al più presto al ministro all’Ambiente Sergio Costa un’interrogazione parlamentare”, conclude La Mura.

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