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Castellammare - Affare Cirio, Palazzo Farnese segue la strada del silenzio. E la città attende risposte

Bocche cucite dopo l'operazione della Procura. E nelle carte dell'inchiesta finisce anche il nome dell'assessore Giovanni Russo (che non è indagato)

tempo di lettura: 2 min
di genesp
17/05/2020 19:22:39
Castellammare - Affare Cirio, Palazzo Farnese segue la strada del silenzio. E la città attende risposte

Nessun commento, nessun ringraziamento alle forze dell'ordine come avvenuto in passato, nessun esponente dell'amministrazione che ha espresso il proprio parere sul caso. A due giorni dall'operazione della Procura di Torre Annunziata che ha coinvolto Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro, oltre che Mario Casillo, a Palazzo Farnese regna il silenzio. Un silenzio che il consigliere comunale di minoranza, Tonino Scala, ha definito «assordante». Il sindaco Gaetano Cimmino ha preferito dribblare l'argomento già venerdì quando durante la diretta Facebook settimanale non ha voluto affrontare il tema anche se l'operazione si era conclusa qualche ora prima. E le opposizioni inevitabilmente partono all'attacco, soprattutto il Movimento 5 Stelle che con Francesco Nappi ha più volte indirizzato attacchi alla squadra di governo. Ma anche il candidato sconfitto all'ultimo ballottaggio, Andrea Di Martino, non è stato a guardare parlando di un «progetto Greco che non poteva fallire. E infatti Cimmino vinse». 

E nelle carte dell'inchiesta spunta anche il nome di un esponente attuale dell'amministrazione comunale, ovvero l'assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Russo che, è opportuno chiarirlo, non risulta indagato. Secondo quanto emerge dalle intercettazioni, Russo sarebbe stato un uomo chiave negli affari di Greco soprattutto per quanto riguarda l'approvazione del progetto. Qualche anno fa, dopo la vittoria alle elezioni e l'ufficializzazione della giunta, la nomina dell'attuale assessore ai Lavori Pubblici fu fortemente criticata dall'ex sindaco Antonio Pannullo che parlò «di poteri forti» che avrebbero imposto quel nome. Il tutto ricordando anche la sfiducia alla sua amministrazione avvenuta prima dell'ormai famoso consiglio comunale nel quale si sarebbe discusso dell'housing sociale e di conseguenza dell'area Cirio.

Un tema ricorrente della politica stabiese negli ultimi anni è sicuramente quello della riqualificazione dell'area Cirio. E proprio su questo si è concentrata l'inchiesta della Procura di Torre Annunziata che ha analizzato gli anni che vanno dal 2012 al 2015, anni fondamentali nei quali si sarebbe consumata la corruzione vera e propria. Si tratta di un'inchiesta sicuramente complessa che tira in ballo nomi eccellenti della politica stabiese, regionale e nazionale. Sono tanti i politici che compaiono all'interno dell'ordinanza che hanno avuto un ruolo politico di peso all'interno della vita cittadina. Ma quello ricorrente è quello di Adolfo Greco, vero regista degli affari. È lui secondo i magistrati che si confronta con i politici e li corrompe con rolex (come nel presunto caso di Antonio Pentangelo) o mazzette da migliaia di euro (indirizzati a Luigi Cesaro). Accuse che dovranno essere ovviamente confermate ma quanto emerge dall'inchiesta getta ombre su un'intera città paralizzata per anni.

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