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Castellammare - Affare Cirio, il consigliere Scala contro Cimmino: «Un artifizio linguistico per nascondere ritardi»

Per Scala si è perso troppo tempo prima di revocare i permessi

tempo di lettura: 2 min
19/05/2020 20:55:24
Castellammare - Affare Cirio, il consigliere Scala contro Cimmino: «Un artifizio linguistico per nascondere ritardi»

«Un artifizio linguistico per nascondere ritardi». Così il consigliere comunale di minoranza di Liberi e Uguali Tonino Scala. «“E ciò anche in ragione della mozione, vertente in materia, presentata il 14 marzo 2019 dal consigliere comunale Antonio Scala”, mi sembra un artifizio linguistico, ingeneroso, non corrispondente al vero, non solo per il fatto che mi abbia chiamato Antonio. Dico questo non in polemica, ma per provare a ricostruire la verità storica dei fatti. Perché siamo arrivati all’11 marzo del 2020? Perché si è perso troppo tempo.  La mozione come giustamente dice il sindaco la presentai il 14 marzo del 2019 dopo aver chiesto più volte a partire delle linee di indirizzo il 4 agosto 2018 di discutere della vicenda, ci sono i verbali. La stessa mozione, per essere discussa, c’ha messo ben quattro mesi, quasi cinque a dire il vero, fu approvata all’unanimità il 30 di luglio del 2019. Dopo l’approvazione, la nota del dirigente all’urbanistica firmata 1 ottobre, arriva ai consiglieri comunali a fine novembre inizio dicembre» continua il consigliere comunale.

Per Scala «la nota del dirigente non chiudeva la questione, questo va detto in modo chiaro ed inequivocabile, anzi dava alla proprietà altri trenta giorni. Il sindaco come ha ricostruito nel lungo comunicato ha invito lettera al dirigente in data il 13 dicembre 2019 il quale concretizzava la cosa il 10 di gennaio. In pratica quei 30 giorni da ottobre son diventati 100, che per arrivare alla revoca ci ha messo altri 60 giorni quindi complessivamente 160 giorni, ovvero sei mesi. La cosa fondamentale è che ci sia stata revoca, ma dire “anche in ragione della mozione” mi sembra un’offesa alla mia e alla sua di intelligenza».

«Detto questo, come sto continuando a dire da due anni ormai da inizio consiliatura, la non decisione nel Dos sulla questione via A. De Gasperi, sulla questione Marina di Stabia,(Sindaco lei ha deciso di non decidere è il mio mantra in consiglio chi partecipa alle sedute lo sa), getta ombre su un futuro che purtroppo visti i fatti pregressi, già vedo davanti ai miei occhi. Poiché non c’è il coraggio di decidere, mi prenderò l’onere di scrivere anche un documento in tal senso, una mozione, un atto di indirizzo insomma. Al sindaco e alla sua maggioranza gli onori, come hanno fatto sulla vicenda Cirio da me presentato, di approvarlo. Ci auguriamo non a fine legislatura. La questione non è solo giudiziaria, ma politica. Si tratta di scelte da fare. La maggioranza è disponibile?» conclude.

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