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Castellammare - Affare Cirio, Cimmino risponde a Di Martino: «Futuro? Lo decideremo in base al PUC»


Il primo cittadino ha risposto all'interrogazione del consigliere comunale allegando i documeni richiesti

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Area Cirio, il sindaco Gaetano Cimmino risponde all'interrogazione consiliare presentata dal consigliere Andrea Di Martino di Italia Viva. A pochi giorni dalla nota protocollata, il primo cittadino ha risposto via pec alle domande che gli erano state rivolte. Di Martino ha chiesto infatti di visionare i documenti nei quali si evidenzia lo stop ai permessi ma soprattutto di conoscere il futuro urbanistico dell'area Cirio dopo terremoto giudiziario. Cimmino, con un documento lungo 14 pagine, ha illustrato nel dettaglio degli atti tutti i passi che sono stati compiuti fino ad arrivare alla revoca dei permessi datata 11 marzo 2020. Dopo che la PolGre non ha saldato gli oneri, infatti, Palazzo Farnese ha provveduto a bloccare l'iter che si trascinava invece da anni.

Per quanto riguarda il futuro dell'area Cirio, il sindaco Gaetano Cimmino ha provato a fare chiarezza: «Destinazioni d'area future saranno determinate dalle linee guida del Piano Urbanistico Comunale. A tal proposito è opportuno ricordare che le linee guida per la concreta attuazione degli obiettivi di sviluppo socio - economico e riqualificazione dell'intera città sono state già tracciate tenendo conto delle leggi regionali che regolano il governo del territorio e con le direttivo del piano territoriale regionale e del piano territoriale di coordinamento della Città Metropolitana di Napoli».


Il nuovo Puc secondo il sindaco Cimmino si baserà soprattutto sulla riqualificazione delle aree dismesse oltre che della bonifica dei siti contaminati.

Le case nell'area Cirio, nonostante le presunte accuse di corruzione ai danni di politici, non potevano essere realizzate perchè contrarie al piano Generale della Città di Castellammare di Stabia oltre che al piano Urbanistico Territoriale della penisola sorrentina. L'ex fabbrica rientra all'interno dalla così chiamata zona F che non permette l'applicazione del piano casa e quindi di edifici residenziali ma solamente di parcheggi, scuole, asili e attrezzature sportive. Inoltre, per rispettare le regole del PUT, in particolare non potevano essere creati degli edifici che superassero le dimensioni e le superfici di quelli attualmente presenti. I permessi rilasciati quindi erano illegittimi e di conseguenza i 300 appartamenti non potevano essere realizzati. Alla luce di ciò, il Comune di Castellammare dovrà poi programmare il futuro ed eventualmente scegliere la destinazione d'uso dell'area.



Castellammare - Affare Cirio, Cimmino risponde a Di Martino: «Futuro? Lo decideremo in base al PUC»

sabato 23 maggio 2020 - 11:15 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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