Il bando per gli otto chalet dell'Acqua della Madonna non sarà espletato dal Comune di Castellammare di Stabia, bensì dall'Autorità Portuale. Nel corso della prossima settimana è in programma l'incontro definitivo per limare gli ultimi dettagli con i rappresentanti dell'Autorità di Sistema, del Comune di Castellammare e della Prefettura, che vigilerà sull'intera procedura. Non sarà dunque l'Ente comunale ad emanare il bando per la creazione di otto chalet, ma la sostanza non cambierà. Il Comitato Interportuale, riunitosi giovedì 27 aprile per discutere l'istanza presentata a gennaio dal Comune stabiese, ha dato il via libera a Palazzo Farnese per la concessione dell'area demaniale. L'assessore all'Urbanistica Pino Rubino ha recuperato tutta la documentazione spedita negli anni passati e attestante la volontà di demandare l'espletamento del bando all'Autorità Portuale. Le carte erano rimaste a lungo depositate negli scaffali, incluse le sentenze favorevoli relative alla diatriba per il precedente bando, che fu emanato durante la gestione Bobbio. Il parere favorevole prevede tra l'altro che la concessione abbia una durata di 6 anni, prorogabili per altri 6, con un canone annuale di circa 40mila euro, ammortizzabili con i ricavi derivanti dall'assegnazione dei lotti ai privati. Il canone sarà omologato per tutti con un'unica base d'asta e il progetto non si discosterà da quello risalente all'amministrazione Vozza, poi messo a bando da Bobbio con otto chalet in luogo dei sedici originari. Dovrebbe essere prevista la possibilità per i vecchi concessionari di preservare la gestione previa pagamento del canone stabilito dall'Autorità di Sistema, a cui comunque spetterà l'ok definitivo. Il manufatto in pietra, che idealmente costituisce il nono chalet, non sarà incluso nel bando in quanto già in concessione ad Esposito Concetta, ma non ci sarà in questo caso la possibilità di posizionare tavolini e ombrelloni all'esterno del manufatto. La gestione degli otto chalet non sarà limitata esclusivamente all'estate, in quanto è prevista l'opportunità di disporre strutture con teli di copertura per il servizio anche nei mesi invernali, pioggia intensa permettendo. Il modulo di riferimento di ciascun ristorantino, infine, sarà identico per tutti e consisterà nella struttura di color grigio scuro già presente attualmente e approvata negli anni scorsi dalla Soprintendenza.
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