Il ministero della Salute sospende le concessioni dell’acqua Acetosella, finora in capo alla società fallita nel 2017. E il Comune di Castellammare di Stabia ora punta a riacquisirle. È stata inoltrata al ministero nei giorni scorsi la documentazione relativa alle recenti analisi effettuate con l’ausilio dell’università Federico II di Napoli in merito all’acqua Acetosella, per la quale da Roma era arrivata la comunicazione della sospensione preventiva della concessione alla Stabia di Mare, società che deteneva la gestione dell’imbottigliamento fino al mese di maggio 2017, quando il fallimento dell’impresa aveva causato la chiusura dello stabilimento Acetosella e la conseguente perdita del lavoro per 13 dipendenti. Una vicenda che nelle scorse settimane si è arricchita di un nuovo capitolo, dato che, in concomitanza con la revoca della concessione per la Stabia di Mare, da Palazzo Farnese era partita la procedura per le nuove analisi effettuate e inoltrate al ministero della Salute. Un’opportunità che l’amministrazione comunale non intende perdere, dato che nel frattempo le concessioni sono finite in un limbo a seguito dell’azione di forza del ministero, che ha definitivamente chiuso il capitolo con la Stabia di Mare, dettando al Comune la road map da seguire per recuperare la concessione e fissando al 31 gennaio 2022 la data ultima per l’invio della documentazione contenente le analisi sulle acque. Una richiesta a cui il dirigente di settore ha ottemperato, con la prospettiva di poter ricevere presto l’ok dal ministero e riportare la concessione dell’acqua Acetosella in capo al Comune di Castellammare di Stabia. A quel punto, sarà possibile anche mettere nuovamente a regime la fonte, ipotizzando anche un avviso pubblico ex novo per l’imbottigliamento e riportare in commercio la storia acqua stabiese.
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