Era nell'aria da qualche giorno. La revoca delle deleghe a Casimiro Donnarumma è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da questa sera, Antonio Pannullo non è più il sindaco di Castellammare di Stabia. A firmare la sfiducia sono stati gli otto consiglieri di minoranza (Gaetano Cimmino, Vincenzo Ungaro, Emanuele D'Apice, Antonio Cimmino, Mara Murino, Vincenzo Amato, Alessandro Zingone, Michele Starace) in compagnia di sei membri della maggioranza: Eutalia Esposito, Salvatore Ercolano, Nino Giordano, Angela Duilio, Tina Donnarumma e Antonio Alfano. L'equilibrio si era ormai rotto da tempo e gli ultimi avvenimenti politici hanno determinato la sfiducia al primo cittadino di Castellammare, eletto solamente nel giugno del 2016. La città delle acque è nuovamente senza sindaco dopo le fallimentari esperienze di Nicola Cuomo e ancora prima di Luigi Bobbio. Tanta confusione, al momento, in merito al futuro: probabilmente arriverà il commissario prefettizio con la città che potrebbe andare al voto già prima dell'estate.
Appresa la notizia, presso la sede del PD si è svolta una riunione tra il direttivo del partito ed il gruppo consiliare dei democratici. Proprio questi ultimi sono stati bersaglio di critiche da parte del direttivo rei, secondo le accuse che gli sono state mosse, di aver forzato la mano al sindaco chiedendo al primo cittadino di revocare le deleghe all'assessore Casimiro Donnarumma. Subito dopo la riunione, poi, gli stessi consiglieri del PD hanno raggiunto il sindaco a Palazzo Farnese.
Intanto emergono alcuni dettagli del lungo pomeriggio stabiese. Poco prima della firma di sfiducia, apposta davanti ad un notaio di Gragnano, sempre a Palazzo Farnese si era tenuta una riunione di maggoranza. Un vertice a cui non avevano preso parte i 4 consiglieri di Area Civica, mentre erano tranquillamente presenti Antonio Alfano e Tina Donnarumma. Terminata la riunione, senza fornire alcuna indicazione nè dare segnali di insoddisfazione, Alfano e Donnarumma hanno raggiunto gli altri 12 consiglieri comunali presso l'ufficio del notaio apponendo la loro firma al documento di dimissioni che ha, di fatto, sciolto il consiglio comunale di Castellammare di Stabia.

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