Sint, il consigliere comunale Tonino Scala replica ai “colleghi” D’Apice e De Simone.
De Simone e D’Apice, sottolinea il consigliere di Liberi e Uguali, hanno evidenziato «l'esigenza di non coprire errori e responsabilità e nello stesso tempo di impostare un piano di rilancio per uscire dalla crisi profondissima in cui versano le nostre attività termali. Se è così, avranno notato anche loro che nel programma di mandato del loro Sindaco, presentato pochi giorni fa, vi era solo una stanca ripetizione di proposte, nessun riferimento alla delibera di messa in liquidazione della Sint approvata dal Commissario, nessuna chiara indicazione di cosa sarebbe andato a dire nella Assemblea ordinaria di Sint da tempo convocata. Anzi, come ho già ribadito in un comunicato, il Sindaco compie scelte e produce atti che destano preoccupazioni e inquietudine».
«Entro il mese di settembre – ricorda Scala - si terrà l'assemblea straordinaria della Sint, bene, ma per fare cosa? Sempre la delibera del Commissario prefettizio demanda al nuovo sindaco il compito di definire gli obiettivi della stessa liquidazione, se liquidazione deve essere. Stiamo parlando del patrimonio della città. Noi abbiamo presentato proposte chiare. Con la liquidazione della Sint e il fallimento del bando, Caserma cristallini e Antiche terme, sono ritornati nella disponibilità del comune. Bisogna in tempi brevi, senza attendere che si concluda la procedura di liquidazione della Sint, sulla base però di un progetto complessivo sul termalismo, comprendere e decidere come riattivare le attività nelle Antiche Terme. Noi pensiamo che a partire dal 2019, si possano e si debbano riaprire le Antiche Terme».
Per cogliere questo obiettivo, però, «il Consiglio Comunale dovrà lavorare per provare da subito a farlo – prosegue Scala - , c’è la necessità di far ritornare la città nel mercato termale. Sarebbe un bel segnale per i lavoratori, per le organizzazioni sindacali e per la stessa Castellammare oltre ad essere l’unica vera risposta ai dipendenti, nonché un modo, il solo, per tutelare il patrimonio che già in parte è stato vandalizzato e rischia di subire ulteriori danni. Non è semplice, lo so, occorre sedersi con Asl, Regione, Sindacati, Lavoratori, ma è una sfida che al di là del ruolo di maggioranza e opposizione, dobbiamo essere in grado di accettare. Il Sindaco istituisca ad horas un tavolo per non dare solo l’idea, ai cittadini, dipendenti e investitori, della messa in liquidazione, ma per far comprendere, da subito, che c’è la volontà da parte di tutti, di far ripartire la città. Il sindaco e il Consiglio Comunale hanno un compito ambizioso, difficile e delicato. Noi siam pronti sin da subito ad accettare la sfida e a lavorare per ridare alla città delle acque il termalismo».
Ma non si tratta solo di parole al vento. «Noi una nostra idea l’abbiamo – dice Scala - ed è quella di lavorare per un accordo comune-Asl per trovare nuove ed innovative forme di cogestione. Il Sindaco, di questo me ne dispiaccio, sta dando l’idea, in queste ore, di chi è arrivato e non era informato dei problemi delle Terme. Sta dando l'idea di uno che prende tempo, improvvisa e scappa dal Consiglio Comunale. Per questo motivo abbiamo chiesto che si convocasse il consiglio comunale, ascoltando in primis la città e i lavoratori. Bene tutto, anche la lettera che condivido nella sua essenza, ma richiediamo tutti, maggioranza e opposizione, la convocazione del Consiglio, la costituzione di un tavolo con gli alti livelli istituzionali per delineare un piano, per riaprire le Antiche Terme in accordo con l'Asl, per dare una risposta ai lavoratori, per avere chiarezza sui debiti, su ciò che abbiamo pagato alla banca, su quali beni eventualmente si debbano dismettere? Bene, noi siamo pronti a fare la nostra parte. Questa esigenze di discutere che la lettera segnala, sarebbe grave se, oltre a una giusta esigenza di informare i cittadini, muovesse solo per alimentare polemiche o peggio ancora per parlare, attraverso i giornali, al loro Sindaco e alla loro maggioranza. Si parla a nuora perché suocera intenda, ma la sede per discutere e decidere é l’assemblea degli eletti. I prossimi saranno giorni decisivi per dare finalmente, dopo alcuni anni di improvvisazioni, chiacchiericci, un indirizzo coerente e utile a risollevare questa attività così decisiva per il rilancio di Castellammare. Cimmino queste cose le sa bene per i ruoli ricoperti negli anni e, conoscendo le cose, non avrebbe dovuto farsi cogliere impreparato, come oggi sembrerebbe emergere anche dalla nota dei due consiglieri. Si convochi il Consiglio, noi siamo pronti a firmare la richiesta, si chieda al Sindaco di presentare un piano, si apra un confronto con la città e con i lavoratori sulle cose da fare e anche sulle responsabilità e gli errori commessi» conclude Scala.
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