Incontri boss - politica e inchiesta subappalti, il deputato di LeU Federico Conte ha presentato un'interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell' Interno, Matteo Salvini, per indagare sulle presunte ingerenze della Camorra a Palazzo Farnese.
«Più volte, come partito e come gruppo consiliare, avevamo chiesto di fare chiarezza sulla grave vicenda che ha visto il sindaco Pannullo riferire in commissione antimafia - ricordano dal locale circolo di Liberi e Uguali -. Il consigliere Tonino Scala, gia nella prima seduta del nuovo consesso di Palazzo Farnese, aveva chiesto al nuovo sindaco, che nulla ha a che fare con quella storia, di richiedere la commissione d'accesso in via preventiva per comprendere ciò che era accaduto. Non ebbe nessuna risposta. Ci auguriamo che l'interrogazione presentata dall'on. Federico Conte possa fare chiarezza».
«Sono stato l'unico fra i candidati durante la campagna elettorale a parlare di camorra - disse qualche giorno fa Scala - Ho sfidato anche il sindaco sulla commissione d'accesso durante il primo consiglio comunale: quando fu ucciso Gino Tommasino, Vozza chiese l'invio della commissione perchè non aveva nulla da temere. Io ho chiesto la stessa cosa a Cimmino che non mi ha risposto volutamente».
Il deputato Conte, informato di quanto successo a Castellammare, ha deciso di ricostruire i fatti e spingere il leader leghista a fare chiarezza su un presunto sistema criminale che si starebbe impossessando della cosa pubblica stabiese. In particolare, LeU ha spiegato che «i clan operano soprattutto in attività illecite legate al mercato della droga e al racket: diverse inchieste della magistratura, in passato, hanno evidenziato un interesse della camorra anche verso il sistema degli appalti pubblici, con il tentativo di condizionarne l'esito in favore di imprese legate ai clan; negli ultimi tempi, soprattutto sulle pagine del quotidiano locale Metropolis, sono riportati dettagliati articoli che denunciano episodi di presunto malaffare, con tentativi di ingerenza nella gestione della cosa pubblica anche di pregiudicati, esponenti dei clan».
Il riferimento, ovviamente, è ai D'Alessandro e gli Imparato che avrebbero pressato la vecchia amministrazione comunale. Il sindaco Pannullo, a riguardo, si sfogò durante una conferenza stampa ed è per questo motivo che venne convocato anche in Commissione Antimafia dove fu ascoltato dai deputati. Conte, a riguardo spiega: «In data 15 novembre 2017, il quotidiano Metropolis, dà notizia di un'audizione presso la Commissione parlamentare antimafia dell'allora sindaco Antonio Pannullo, che si è svolta in seduta segreta; i cinquanta minuti di audizione sarebbero stati – sempre secondo la stampa – incentrati sui tentativi di pressione sul comune da parte di un pregiudicato, che l'ex sindaco avrebbe anche fatto oggetto di una denuncia presso le forze dell'ordine». In quell'incontro a Palazzo Farnese fra sindaco e pregiudicato si sarebbe chiesta la gestione di alcune aree di sosta. L'ex primo cittadino denunciò il tutto alle forze dell'ordine e poi in Commissione.
Conte, allora, conclude: «Sullo stesso quotidiano appaiono numerosi articoli di denuncia che evidenzierebbero un quadro preoccupante rispetto a possibili infiltrazioni camorristiche negli appalti comunali di alcune ditte guidate da imprenditori sospettati di collusione e culminati anche con una inchiesta della direzione distrettuale antimafia e alcuni arresti; si rende necessario un approfondimento della situazione amministrativa complessiva del comune di Castellammare, per radicate circostanze ambientali, alla luce dei fatti sopra riportati, al fine di verificare il rischio di un forte condizionamento della criminalità sul buon andamento degli uffici pubblici e della pubblica funzione –: se sia a conoscenza della grave situazione così come emersa da numerose denunce fatte sul territorio di Castellammare rispetto alle possibili ingerenze della criminalità organizzata sulla vita amministrativa e se non ritenga, nell'ambito delle sue competenze, di attivare una iniziativa per valutare la possibilità dell'invio, da parte della prefettura di Napoli, di una commissione di accesso presso il comune di Castellammare ai sensi dell'articolo 143 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. (4-01414)».
A rendere più cupa la storia fra Comune e camorra è l'arresto di un imprenditore stabiese nel periodo estivo accusato di aver tentato di estorcere il subappalto ad una ditta che lavorava in piazza Principe Umberto. L'uomo avrebbe agito per conto del clan D'Alessandro che negli ultimi anni si sta affacciando nel mondo degli appalti e delle estorsioni. A riguardo è partita un'inchiesta dell magistratura che potrebbe allargarsi a macchia d'olio e che potrebbe coinvolgere politici e altri uomini della cosca. L'attenzione è alta e Liberi e Uguali vuole vederci chiaro. Come spiegato precedentemente, già Scala ha chiesto la commissione d'accesso a Cimmino senza successo mentre ora ad interessarsi della vicenda è il deputato Federico Conte. Arriverà nelle prossime ore sul tavolo del ministro Salvini.
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