Se il buongiorno si vede dal mattino, a Boscotrecase il futuro della Lega è tutt'altro che roseo. Con le voci che si susseguono da qualche settimana, pare ormai prossima l'apertura di una sezione di salviniani nel centro cittadino. Nemmeno il tempo di iniziare, dicevamo, che la papabile sede locale del partito è già stata imbrattata con un messaggio evidente: "No Lega". In rosso, per non farci mancare proprio nessun riferimento politico.
Alcune fonti, nel frattempo, hanno confermato alcuni nomi di politici locali che stanno per avviare questa coraggiosa avventura. Personaggi in qualche modo legati a Gianluca Cantalamessa, deputato leghista campano, figlio dell'ex parlamentare europeo socialista Antonio Cantalamessa.
Se da un lato quest'operazione lascia intravedere una strategia di mero calcolo elettoralistico - la Lega ha raccolto 140 mila voti in Campania alle ultime politiche ed il trend dei sondaggi vede il partito in crescita esponenziale - dall'altro non si capisce come si coniugheranno al territorio gli strali sovranisti, le urla anti-migranti, gli slogan legalitari pronunciati ad ogni piè sospinto dai leader del movimento verde.
Un territorio, quello del Sud, storicamente allergico alle colonizzazioni nordiche e più volte bersagliato proprio dal Carroccio negli anni '90. In più c'è da dire che il circolo leghista si insedierà proprio alle falde del Vesuvio e ancora, a queste latitudini, risuonano più che una provocazione le famose parole di Matteo Salvini cantate assieme ad un gruppo di tifosi del Milan in sfregio ai napoletani: "Vesuvio, lavali col fuoco". Frasi per cui l'attuale vicepremier si è più volte scusate, senza convincere del tutto.
Ed infatti nemmeno ancora è stato apposto il simbolo che rappresenterebbe la sede della Lega in territorio vesuviano e già la saracinesca è stata imbrattata. Piccolo ma evidente segnale di un fuoco che cova: per i politici locali ci sarà da lavorare per creare consenso.
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