Ieri il consiglio comunale di Boscoreale ha approvato il bilancio esercizio finanziario 2016. Ma non poche sono state le polemiche che hanno preceduto il voto. Giudizio negativo e perplessità sono state espresse in aula dal consigliere comunale Luigi Buffone.
Questo il suo intervento nel corso dell'assise:
mi corre d’obbligo sottolineare che il percorso che ci sta portando alla eventuale approvazione del Bilancio di Previsione 2016, e degli atti attinenti, previsti nel Consiglio Comunale di questa mattina, è stato quanto meno insolito e discutibile, non solo nei contenuti, ma soprattutto per i termini di democrazia e di confronto che sono venuti totalmente meno.
Nessun passaggio nella Commissione Consiliare di competenza, nessun confronto aperto all’interno della stessa maggioranza, nessuna risposta alle Istanze mie personali o di altri consiglieri sulle priorità su cui intervenire.
Ci apprestiamo a discutere ed eventualmente approvare ancora una volta (terzo anno consecutivo) un Bilancio di previsione identificato come “ingessato” o “tecnico” dimenticando (chi lo propone) che già in occasione dell’approvazione del Bilancio 2015 si chiedevano per il futuro misure strutturali forti e decise per mitigare i disagi economici dell’Ente.
Ad oggi le risposte in tal senso sono state uguali a zero!!!
E’ stato chiesto più volte pubblicamente, partendo da considerazioni riguardanti le difficoltà economiche dell'Ente, di rilanciare l'azione politica ed amministrativa tramite alcune scelte forti:
-assunzioni di responsabilità con decise misure articolate e ben definite in materia finanziaria per limitare le gravi difficoltà economiche;
-potenziamento di alcuni settori vitali della macchina comunale, per incrementare l’entrata di risorse economiche, in particolare: polizia locale, tributi e urbanistica(condoni e commissione ambientale);
-riorganizzazione efficace della struttura comunale al fine di recuperare lo scollamento esistente fra Amministrazione e Dirigenza Comunale che determina spesso un collasso nei servizi e nelle risposte ai cittadini;
-una conduzione oculata ed attenta innanzitutto dei “contratti in essere” o di quelle risorse economiche già impegnate nei servizi;
-una gestione congrua o vantaggiosa del patrimonio immobiliare comunale;
-fare sintesi sulle questioni urbanistiche con una concezione moderna del territorio che guardi innanzitutto agli interessi della comunità e della pubblica utilità;
-la capacità di fare rete e sussidiarietà con il tessuto associativo e le forze culturali e sociali, per sviluppare la democrazia partecipativa (vedi Bilancio Partecipato).
Purtroppo devo dire, con immensa frustrazione, che tutto ciò ha fatto solo parte di uno spazio puramente dialettico senza essere stato mai preso in fattiva e seria considerazione!!!
Allo stesso modo, espressioni quali “collegialità” o “gioco di squadra” si sono sempre rivelate parole vuote prive di una reale concretezza.
I documenti proposti oggi in questo Consiglio, che rappresentano strumenti essenziali per incidere sulla burocrazia comunale, sulla politica amministrativa dell’Ente e nella vita quotidiana dei nostri concittadini, non recepiscono nulla di tutto ciò.
Anzi, leggere le conclusioni, con parere non favorevole, a cui arriva il collegio dei revisori dei conti, sul bilancio di previsione 2016, mi rammarica enormemente in quanto fra gli 8 punti elencati nelle negatività, ci sono alcune questioni già portate, da noi consiglieri di maggioranza, all’attenzione dell’Amministrazione nei mesi scorsi.
Così come le contestazioni, sempre dei Revisori, nella verifica di coerenza delle previsioni al punto 7.
La mia coscienza, in quanto militante del Partito Democratico, convinto sostenitore dell’azione politica di rinnovamento e rinascita, intrapresa da Matteo Renzi per l’Italia e da Enzo De Luca per la Regione Campania, non mi acconsente di votare un Bilancio e degli atti propedeutici ad esso che non si fa carico di alcuna trasformazione innovativa e progressista, né di un percorso di risanamento finanziario dell’Ente, con a monte un parere sfavorevole del Collegio dei Revisori!
In tanti, in questa assise sanno che la politica è non solo partecipazione ma anche cuore, passione, coerenza, ebbene questi valori per me irrinunciabili, mi portano a dire che non è più tempo di chiedere “senso di responsabilità” nel voto sul Bilancio (già manifestato nei due anni precedenti) ma credo che subentri inevitabilmente l’espressione del “voto secondo coscienza”.
Pertanto proprio per quanto detto preannuncio il mio voto negativo sul Bilancio di Previsione 2016 e su ogni punto all’ordine del giorno propedeutici allo stesso Bilancio!