Oggi circa 310.000 lavoratori bancari incroceranno le braccia, per difendere il Contratto Nazionale di categoria, per lo sciopero generale proclamato dalle Organizzazioni Sindacali. Previste anche manifestazioni in diverse città d'Italia.
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Le Organizzazioni Sindacali precisano che, prima di arrivare allo sciopero, si è tentato di trovare uno spiraglio politico con il dialogo, portando sul tavolo delle trattative proposte concrete sia su un nuovo modello di banca al servizio del paese, per recuperare attività e produzioni al fine di scongiurare il pericolo di ulteriori tagli al personale. Per gli aspetti economici sono state fatte proposte senza chiedere nulla in più rispetto al semplice recupero inflattivo che rientra nelle normali logiche dei rinnovi contrattuali. Inoltre si chiede una maggiore trasparenza sugli stipendi dei manager, delle consulenze e degli appalti.
Di contro l'ABI minaccia di disapplicare il Contratto Nazionale dal prossimo 1 aprile, addossando la responsabilità della rottura delle trattative alle Organizzazioni Sindacali.
I segretari generali delle sigle sindacali del credito (Fabi, Fiba, Fisac, Uilca, Dircredito, Ugl credito, Sinfub, Unisin) hanno anche coinvolto Matteo Renzi, inviando una lettera al Presidente del Consiglio, chiedendo un intervento del governo al fine «di evitare una rottura senza precedenti nelle relazioni industriali del nostro Paese» con un intervento che «possa contribuire a recuperare ciò che oggi sembra perduto». Inoltre ritengono doveroso «coinvolgere Renzi perché è una questione che riguarda il risparmio del Paese».
La partita è appena cominciata, ma già si preannuncia che lo scontro sarà piuttosto duro, con le Organizzazioni Sindacali che minacciano proteste ad oltranza e l'ABI arroccata su posizioni completamente diverse rispetto alle proposte sindacali.