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Zelensky attacca l'Europa 'persa e divisa', oggi il trilaterale con Usa e Russia

Il Cremlino: molto utile l'incontro tra Putin e Witkoff.

tempo di lettura: 5 min
di Ansa
23/01/2026 08:04:52

Il Cremlino saluta con favore l'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e l'inviato statunitense Steve Witkoff, affermando che è stato "utile sotto ogni aspetto" e confermando che oggi negli Emirati Arabi Uniti si terrà un trilaterale Russia-Usa-Ucraina sulla "sicurezza".
"È stato concordato che il primo incontro di un gruppo di lavoro trilaterale sulle questioni di sicurezza si terrà oggi ad Abu Dhabi", ha dichiarato ai giornalisti il consigliere diplomatico russo Yuri Ushakov.

La delegazione russa "si recherà ad Abu Dhabi nelle prossime ore" e sarà guidata dal generale Igor Kostyukov, alto funzionario dello Stato maggiore.
"Gli americani hanno fatto molto per preparare questo incontro e sperano che sia un successo e apra prospettive di progresso su tutte le questioni relative alla fine del conflitto", ha sottolineato Ushakov. "Siamo sinceramente interessati a una soluzione attraverso mezzi politici e diplomatici" ma "finché ciò non avverrà la Russia continuerà a perseguire i suoi obiettivi sul campo di battaglia", ha aggiunto.
Oggi ad Abu Dhabi si terrà anche un incontro dedicato alle questioni economiche tra Witkoff e l'inviato del Cremlino per gli Affari economici internazionali Kirill Dmitriev, ha specificato Ushakov. 

La giornata di ieri:
L'attacco frontale all'Europa. Poi, l'annuncio di colloqui - trilaterali - coi russi e gli americani negli Emirati. I toni sono di trumpiana memoria, ma a parlare stavolta è Volodymyr Zelensky, che sceglie il palco del Forum di Davos per sfogare tutta la sua frustrazione contro i suoi più fedeli alleati. Accusati di non avere "volontà politica" per affrontare Vladimir Putin mentre la guerra continua a infuriare ai loro confini orientali. E di mostrarsi "persi" e "frammentati" nell'affrontare la tempesta Donald Trump, con il quale il leader ucraino ha annunciato nel frattempo di aver raggiunto un accordo sulle agognate garanzie di sicurezza americane, tra i punti critici del percorso verso la fine della guerra. Resta invece il nodo dei territori: "Non ne abbiamo discusso", ha affermato il tycoon dopo il bilaterale con Zelensky a Davos, mentre gli inviati Usa Witkoff e Kushner sono volati a Mosca per incontrare Vladimir Putin e ascoltare l'altra campana del negoziato.
Al forum svizzero, è già l'attacco del discorso di Zelensky a presagire un brutto quarto d'ora per i leader europei. "Nessuno vorrebbe vivere così, ripetendo la stessa cosa per settimane, mesi e, naturalmente, quattro anni", ha affermato Zelensky, evocando il film cult 'Il giorno della marmotta': "È esattamente così che ci piace vivere adesso. Ed è la nostra vita. Proprio l'anno scorso, qui a Davos, ho concluso il mio discorso con le parole: l'Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno e nulla è cambiato". All'ouverture, ha fatto seguito un unico atto di carica contro il Vecchio Continente: prima, Zelensky ha rinfacciato ai leader europei che "al momento" di utilizzare gli asset russi per aiutare a difendere l'Ucraina, la decisione è stata "bloccata". Poi, non ci sono stati "veri progressi" sull'istituzione di un tribunale per l'aggressione russa.
"E' una questione di tempo o di volontà politica?", si è chiesto il leader di Kiev, lanciandosi in una descrizione dell'Europa come "un bellissimo ma frammentato caleidoscopio di piccole e medie potenze". Un continente "perso, nel tentativo di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare. Ma lui non cambierà". E "non ascolterà questo tipo di Europa".
Noi ucraini "abbiamo detto più volte ai nostri partner europei: agite ora". Ma l'Europa "rimane ancora in modalità Groenlandia", è il giudizio del leader di Kiev. "Ci viene detto di non menzionare i Tomahawk per non guastare l'umore agli americani. Ci dicono di non parlare dei missili Taurus". In Europa "ci sono discussioni infinite, omissioni, rivalità interne che impediscono di unirsi e parlare con sincerità, per trovare soluzioni reali". Ma "non dobbiamo accettare che l'Europa sia solo un'insalata di piccole e medie potenze, condita con i nemici dell'Europa stessa", ha esortato Zelensky con una nota di speranza a conclusione del suo discorso. Perché "quando è unita, l'Europa è davvero invincibile".
La 'wake up call' di Zelensky è l'ultima nota di un summit di Davos che spesso ha mancato di suonare all'unisono, tra i leader occidentali. Ma che sembra aver comunque incassato passi avanti anche sul percorso verso la fine della guerra in Ucraina, oltre che alla questione della Groenlandia: a margine del Forum economico, Zelensky e Trump hanno infatti avuto un incontro definito produttivo da entrambe le parti, con l'accordo sulle garanzie di sicurezza statunitensi per l'Ucraina ormai "pronto", secondo li leader di Kiev. Ma resta il nodo "irrisolto" dei territori contesi tra Kiev e Mosca. "Tutto ruota attorno a questo, è il problema che non abbiamo ancora risolto", ha sottolineato Zelensky.
Per la svolta ora si guarda ad Abu Dhabi, dove venerdì e sabato si terranno incontri trilaterali tra Stati Uniti, Russia e Ucraina come annunciato dallo stesso leader ucraino. Saranno i primi colloqui in questo formato, e seguono le naufragate esperienze di colloqui a Istanbul lo scorso anno. Negli Emirati voleranno gli inviati Witkoff e Kushner, per l'Ucraina ci saranno il capo dell'ufficio presidenziale Kyrylo Budanov, il segretario del Consiglio per la sicurezza Rustem Umerov e il diplomatico di lungo corso Sergiy Kyslytsya. I russi saranno il negoziatore di Putin Kirill Dmitriev e il capo dell'intelligence militare. Sui media già corrono le indiscrezioni di una possibile 'tregua energetica' sul tavolo, per fermare gli attacchi alle infrastrutture ucraine e alle raffinerie e petroliere russe. Ma la speranza di un'intesa è flebile, mentre il presidente ucraino è cauto: "Vedremo quale sarà il risultato", ha detto ai giornalisti a Davos. "I russi devono essere pronti ai compromessi". Parole difficili da digerire per Vladimir Putin che si limita a ribadire di "apprezzare gli sforzi di Trump", pur rimanendo freddo all'ottimismo trapelato dagli inviati Usa a cui ora spetta il compito di convincerlo, per fare un passo avanti nel weekend emiratino. 

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