Si ferma a un passo dall’impresa la grande cavalcata di Giovanni Guidetti, che dopo appena un anno dall’incarico di Head Coach, porta la Nazionale Turca alla prima finale di una grande competizione mondiale fermandosi a un solo set dalla medaglia d’oro in un match ricco di colpi scena contro gli Stati Uniti.
Gli scontri diretti in Nations League tra le due finaliste si erano concluse con un bilancio di assoluta parità: 3-2 per la Turchia nella Pool 3 sul terreno delle statunitensi a Lincoln con un 16-14 senza esclusione di colpi. La classifica finale vede il roster di coach Kiraly sul gradino più alto con 13 vittorie su 15, mentre le ragazze turche conquistato in extremis l’ultimo posto utile aggiudicandosi 2 gare su 3 nell’ultima pool decisiva in quel di Stoccarda. In Final Six a Nanchino le due compagini sono inserite nel medesimo gruppo a 3: vittoria in rimonta delle americane che vendicano il ko precedente con una prova di grande carattere.
La Turchia cambia marcia quando il livello si alza, stacca il pass per le Final Four in una gara non adatta ai deboli di cuore contro la Serbia, sconfitta al tie-break con un 16-14 da brividi. In semifinale asfalta il plurititolato Brasile con un 3-0 senza appello, mentre il sogno Nations League si infrange sull’esperienza delle statunitensi abituate a gestire la pressione di sfide che valgono titoli e gloria.
Il progetto resta immutato e tutto in divenire, considerando che il coach Guidetti sta plasmando un gruppo giovane che in prospettiva può recitare un ruolo da outsider di lusso. Al fianco del capitano Eda Erdem, c’è la potenza devastante di Meryem Boz (top-scorer della finale con 20 punti e prossima a vestire la maglia del Galatasaray), quindi Hande Baladin (’97 dell’Eczacibasi Vitra), Zhera Gunes (’99 del Vakifbank campione d’Europa) e Meliha Ismailoglu (’93 dell’Eczacibasi Vitra).
Il primo set vede le due squadre fronteggiarsi punto a punto. La schiacciata di Boz porta la Turchia in vantaggio 8-7 al primo stop tecnico, quindi ancora Boz ed un ace di Gunes scavano un piccolo solco fino al 12-9 mentre un parziale di 4-0 firmato Erdem, Baladin, Boz (ace) ed un attacco fuori di Bartsch portano le turche a +6. Gli Stati Uniti commettono tanti, ed un siluro di Ismailoglu a finalizzare uno strepitoso salvataggio di Sarioglu vale il 23-15. Il tocco a muro di Dixon su potente attacco di Boz inchioda il 25-17 per chiudere il parziale.
L’equilibrio regna anche nella fase iniziale del secondo parziale, poi alcune imprecisioni seguite dall’ace di Akinradewo porta le statunitensi sull’8-11. L’attacco fuori di Boz provoca l’allungo sul 13-18, che si mantiene stabile quando si arriva al 15-21. La Turchia prova a rientrare, monster block di Erdem per il 21-23, quindi Dixon e poi ancora Erdem fino al primo set-point concretizzato da Hill.
IL terzo set è il più bello dell’intero incontro. Colpi di scena a go-go, dove la parola arrendersi è del tutto sconosciuta. La squadra di Guidetti vola subito sul 4-0, fino all’8-5 con cui si va al riposo per il primo time-out tecnico. Erdem, Boz ed un attacco out di Bartsch valgono il 13-9, mentre il massimo vantaggio si tocca sul 22-16 grazie ad Erdem in un momento di trance agonistica dove le riescono anche le giocate più complicate. Sembra fatta, ma alle turche viene il braccino e con i colpi in sequenza di Lloyd e Larson il risultato dice parità: 22-22. Si prosegue punto a punto, la Turchia annulla ben 3 set point, quindi Ismailoglu e poi la schiacciata oltre la linea di fondo di Bartsch fissa il punteggio sul 28-26.
Nel quarto parziale la Turchia accusa gli sforzi mentali e fisici andando subito 2-6, e poi 7-12 con l’attacco fuori misura di Ismailoglu. Piccolo tentativo di rientro sul 13-16, ma le bombe di Akinradewo scavano una grossa buca: 13-21. Sul 15-23, salgono in cattedra Larson e Lloyd che chiudono sul 2-2 e tutto si decide al tie-break.
La sfida tra Turchia e Stati Uniti si decide ancora una volta al tie-break. Gunes approfitta subito di una ricezione sbilenca su servizio di Ismailoglu, con la stessa numero 9 che piazza l’ace con l’aiuto del nastro. Gli Stati Uniti reagiscono, piazzano un parziale di +5 con un attacco cross di Bartch e le bordate di Hill. Alla prima pausa è 4-8, Baladin trova un meraviglioso attacco lungo linea, ma ancora Bartch e Dixon non fanno sconti ed in un amen è 6-13. Quindi Dixon ed un servizio out regalano il titolo agli Stati
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