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Terrore a Bruxelles, uccisi 2 svedesi. 'Sono dell'Isis'

Al presunto attentatore era stata respinta una richiesta d'asilo nel 2020

tempo di lettura: 5 min
di Ansa
17/10/2023 08:30:09
Terrore a Bruxelles, uccisi 2 svedesi. 'Sono dell'Isis'

E' caccia all'uomo a Bruxelles dopo un nuovo attacco terroristico che ha colpito al cuore la capitale dell'Europa causando almeno due morti e un ferito. Le due persone sono state uccise a colpi di Kalashnikov nel tardo pomeriggio in una piazza (Place Sainctelette) in zona centrale, vicino al canale che attraversa la città non lontano dal quartiere di Molenbeek, da dove partirono gli attacchi terroristici che devastarono Parigi e gettarono la Francia nello shock. Verso le 19.15 testimoni hanno visto un uomo che indossava una giubbetto arancione fosforescente e un casco bianco scendere da uno scooter e fare fuoco al grido di 'Allah akbar' prima contro qualcuno che si trovava nell'androne di un edificio, poi contro un taxi. Subito dopo, sempre secondo le prime testimonianze, l'uomo si è dato alla fuga a bordo dello stesso scooter. Nessun sospetto è stato per ora fermato. Le vittime sarebbero due svedesi, forse dei tifosi giunti a Bruxelles per assistere alla partita tra la loro nazionale e quella belga.

La polizia in serata temevano che l'attentatore si fosse diretto proprio verso lo stadio per colpire ancora. In un video pubblicato sul profilo Facebook appartenente ad un certo Slayem Slouma si vede il terrorista rivendicare l'azione e l'appartenenza all'Isis. "Sono un Mujahid dello Stato Islamico, che vi piaccia o no. Viviamo per la nostra religione e moriamo per questa stessa religione", afferma l'uomo rivendicando di aver ucciso "tre svedesi proprio adesso". Il primo ministro belga De Croo, il ministro dell'Interno e della Giustizia si sono subito riuniti nella cellula di crisi per seguire l'evolversi della situazione chiedendo ai cittadini di restare vigili ed evitare spostamenti non necessari, mentre i servizi antiterrorismo hanno preso il caso in mano. Le autorità hanno deciso di aumentare il livello di allerta e l'Ocam, l'organismo per la valutazione delle minacce terroristiche, è stato convocato d'urgenza.
 
Il sospetto attentatore è nato nel 1978 ed è stato identificato come Abdesalem L. E' quanto ha detto il portavoce e della Procura federale belga alla tv nazionale. Secondo il quotidiano La Libre, il sospetto è un tunisino richiedente asilo dal 2019. Quest'ultima notizia non è stata confermata ufficialmente dalle autorità.

Il presunto autore dell'attentato che ha provocato la morte di due persone nella serata di ieri a Bruxelles "è ancora in fuga". Lo ha detto il primo ministro del Belgio, Alexander De Croo, in conferenza stampa. L'uomo, ha confermato De Croo, "è di origine tunisina e soggiornava illegalmente in Belgio". Nella capitale belga resta in vigore il livello di allerta 4, il più elevato, sinonimo di minaccia terroristica "grave e imminente", mentre nel resto del Paese il livello è fissato a 3.

L'attacco terroristico ha colpito al cuore la capitale Ue. Due tifosi svedesi sono stati uccisi nel centro della città da un 45enne radicalizzato che ha gridato 'Allah akbar' e ha sparato con un kalashnikov dopo essere sceso da un motorino. Subito dopo, sempre secondo le prime testimonianze, l'uomo si è dato alla fuga a bordo dello stesso scooter. In un video su Facebook l'attentatore afferma di aver "vendicato i musulmani" e di essere "un mujahid dell'Isis". La partita di calcio Belgio-Svezia annullata per motivi di sicurezza. Il Consiglio musulmano del Belgio ha condannato con la massima fermezza l'attentato. Le istituzioni Ue hanno alzato il livello d'allerta e chiuso le scuole.

 L'uomo, ha riferito de Moor, "aveva presentato una domanda di asilo nel nostro Paese nel novembre 2019. Ha ricevuto una decisione negativa nell'ottobre 2020 e poco dopo è scomparso dai radar". "È stato ufficialmente cancellato dal registro nazionale del comune il 12 febbraio 2021 e quindi non è stato possibile rintracciarlo per organizzare il suo ritorno. Non ha mai soggiornato in un centro di accoglienza federale. Non è mai stato presentato dalla polizia dopo un'intercettazione all'Ufficio stranieri per consentire il suo rimpatrio. Di conseguenza, l'ordine di lasciare il Paese, emesso nel marzo 2021, non è mai stato emesso", ha proseguito la ministra. 

Dopo l'attacco terroristico di ieri sera a Bruxelles, le scuole restano aperte, ha annunciato il premier del Belgio, Alexander De Croo. "Secondo l'analisi effettuata dall'Organizzazione per il coordinamento e l'analisi delle minacce, non esiste una minaccia specifica per le scuole", ha sottolineato De Croo. A seguito dell'innalzamento del livello d'allerta antiterrorismo da parte delle istituzioni Ue resteranno invece chiuse almeno per tutta la giornata di oggi le scuole europee e gli asili nido europei. 

Nel corso della notte si è svolta un'operazione di polizia rafforzata, guidata da unità speciali, in avenue Huart Hamoir, a Schaerbeek, nel luogo in cui soggiornava il presunto autore dell'attentato avvenuto ieri sera a Bruxelles, che è ancora in fuga. Lo ha detto il procuratore federale del Belgio, Frédéric Van Leeuw, in conferenza stampa. "L'intero edificio comprende una ventina di appartamenti ed è stato perquisito per intero, ma il sospettato non è stato trovato", ha spiegato Van Leeuw, riferendo che "sono state disposte numerose altre operazioni investigative che sono tuttora in corso". 

La polizia belga esaminava il caso di Abdesalem già prima dell'attacco
Il caso di Abdesalem Lassoued, il presunto attentatore di Bruxelles, era sotto esame presso la polizia belga già prima dell'attacco terroristico di ieri sera. E' quanto ha spiegato in una conferenza stampa notturna il ministro della Giustizia belga Vincent Van Quickenborne. Il presunto attentatore, all'inizio di quest'anno, era stato denunciato da un occupante di un centro d'asilo a Campine (non lontano da Anversa) per minacce via social. Il denunciante aveva inoltre detto alla polizia che Abdesalem era stato già condannato per terrorismo in Tunisia. La polizia giudiziaria di Anversa si era quindi attivata e, prima che avesse luogo l'attentato nel centro di Bruxelles, aveva fissato una riunione sul caso per questo martedì. Nel frattempo le autorità federali avevano indagato sul passato dell'uomo in Tunisia, scoprendo che la condanna era legata a reati comuni e non al terrorismo. Questo dato, ha sottolineato Van Quickenborne, aveva fatto in modo che il caso non fosse trattato come "minaccia concreta o imminente". 

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