Dal Mondo
shareCONDIVIDI

Soap opera e serie tv, scontro tra titani

tempo di lettura: 4 min
05/02/2020 09:48:56
Soap opera e serie tv, scontro tra titani

Il boom di consensi fatto registrare dalle serie tv, fin dai tempi dei mitici naufraghi di ‘Lost’, ha permesso a questi mini film a puntate - sempre più complessi e articolati - di scalare la vetta delle preferenze in un pubblico omogeneo e del tutto trasversale. Non esiste un genere che non sia stato in qualche modo esplorato da registi, anche di grido, che puntano continuamente a stupire lo spettatore per tenerlo incollato allo schermo: l’obiettivo è arrivare finalmente al colpo di scena, che però sempre più spesso si fa desiderare per parecchie puntate. Tutto questo ha segnato il passo di un genere, quello seriale, che fino a non oltre una decina di anni or sono veniva concepito e organizzato in un modo molto diverso. C’era una folta schiera di personaggi, in genere fissi, tra i quali la trama si snodava piuttosto lentamente. Le puntate iniziavano per andare a terminare con una conclusione ben precisa, prima di riprendere poi in un nuovo episodio che a sua volta si autoconcludeva. La vita fisiologica di questi appuntamenti seriali non era indeterminata: nell’arco di un certo numero di quelle che oggi chiameremmo ‘stagioni’ si arrivava al dunque senza il mare di sequel, prequel e spin off che oggi ruotano intorno ai prodotti di maggior successo (e che finiscono spesso per confondere le acque e la storia principale). In genere nell’era moderna le serie più blasonate si spacchettano in due parti: alla fine della prima si assiste al ‘mid season finale’ prima di ripartire dopo una pausa di qualche mese. Accade per esempio con ‘The Walking Dead’, serie cult giunta alla decima stagione, incentrata su un’apocalisse zombie. Il rischio che si corre nel procrastinare eccessivamente la fine di una storia è quello di non riuscire a tenere però sempre alto il ritmo della narrazione: nell’allargare troppo la trama e nell’aumento smisurato di personaggi si rischia di perdere il filo del discorso. Una serie tv, a maggior ragione dopo aver ottenuto un successo planetario, dovrebbe concludersi nel giro di 6-7 stagioni. Superato questo invisibile muro c’è il pericolo concreto di scadere in fastidiose ripetizioni, storie e personaggi scontati o banali e senza senso compiuto.

Storie infinite che appassionano gli spettatori
Molto diverse sono le soap opera, la cui cadenza è giornaliera e ad alto tasso di fidelizzazione. Si tratta di una sola storia suddivisa in un numero di puntate sempre indefinito, anche perché non nasce con l’intento di giungere a una conclusione narrativa. Potremmo dire che le più popolari sono ‘a conduzione familiare’, dal momento che in genere sono incentrate proprio sulle vicende di un certo nucleo all’interno del quale ne succedono letteralmente di tutti i colori. Da ‘Sentieri’ a ‘Dallas’, che hanno firmato un’epoca e possono essere appellate con il termine ‘vintage’, si arriva a storie più longeve e che stanno attraversando le epoche. Proprio come quella che - dal 1990, per quanto riguarda la messa in onda per l’Italia - narra le avventure della famiglia Forrester. Non perdetevi anzi le anticipazioni Beautiful, poiché dietro l’angolo si nasconde sempre qualche nuova sorpresa, che viene sussurrata giusto un attimo prima della fine della puntata. Mentre nella soap opera lo spettatore appassionato ha tutto il tempo di metabolizzare gli ultimi fatti accaduti - almeno un giorno - e prepararsi, con un filo di ansia e tanta curiosità, alla visione del seguito, con le serie tv sempre a portata di clic si è sviluppato il cosiddetto ‘binge watching’. L’abbuffata di puntate, anche di serie diverse, una di seguito all’altra è infatti un fenomeno moderno senza dubbio agevolato dalle piattaforme virtuali, dove c’è solo l’imbarazzo della scelta. La soap opera ha avuto origine all’inizio del Novecento, quando era stata pensata come il perfetto format per tenere compagnia nella fascia pomeridiana alle casalinghe americane (la lunghezza media delle puntate in genere non supera mai i 40 minuti). Con il tempo si è evoluta in un prodotto adatto a tutta la famiglia, il cui tratto distintivo è il fitto intreccio sentimentale che si instaura tra i personaggi (oltre a un alto numero di risvolti drammatici e incredibili tradimenti). Spesso una sintesi a inizio puntata fa la summa di quanto accaduto in precedenza, la trama è generalmente fitta di dialoghi e le riprese sono generalmente effettuate in set interni come appartamenti, ville e uffici.

Video
play button

Torre Annunziata - «Avete fatto bingo Brigadie'». Carabinieri trovano arsenale per una guerra

Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.

27/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia 3-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

22/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia. Conferenza stampa di mister Ignazio Abate

21/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Carrarese 1-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

15/03/2026
share
Tutti i video >
Dal Mondo







Mostra altre


keyboard_arrow_upTORNA SU
Seguici