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Nuovo attacco di Trump. Meloni: 'Non si può dividere l'Occidente'

Per il secondo giorno di fila il presidente Usa contro la premier. "È stata negativa", l'affondo, sempre legato alla postura italiana sulla guerra in Iran

tempo di lettura: 3 min
di Paolo Cappelleri per Ansa
16/04/2026 09:16:00
Nuovo attacco di Trump. Meloni: 'Non si può dividere l'Occidente'

Per il secondo giorno di fila Donald Trump attacca Giorgia Meloni.
"È stata negativa", il nuovo affondo, sempre legato alla postura italiana sulla guerra in Iran. Rispondendo alla giornalista star di Fox Maria Bartiromo (a cui il governo sette mesi fa concesse la cittadinanza italiana), spiega che la relazione con lei e l'Italia non è più la stessa: "Chiunque abbia rifiutato il proprio aiuto nella gestione della situazione con l'Iran, con quel Paese non abbiamo più lo stesso rapporto. Giusto per vostra informazione: l'Italia riceve grandi quantità di petrolio dallo Stretto".

La linea della premier non cambia, nessuna risposta diretta al presidente Usa. Ma non passano inosservati alcuni passaggi delle sue dichiarazioni al fianco di Volodymyr Zelensky, ricevuto a Palazzo Chigi a conferma che "l'Italia è sempre al fianco di Kiev". Come quando rimarca l'importanza della "solidità dell'alleanza euroatlantica, perché un Occidente diviso, un'Europa spaccata sarebbero l'unico vero regalo che potremmo fare a Mosca".

Una frase non inedita, che spesso Meloni ha usato per spiegare la sua cautela quando diversi partner europei mostravano nervosismo verso gli atteggiamenti di Washington, e che ora può essere letta in una chiave opposta. "L'instabilità - un'altra frase che risalta nel discorso della premier - sta diventando pian piano la nostra nuova normalità, uno scenario che disorienta, che può spaventare. Ma è soprattutto in momenti come questi che l'amicizia fra popoli fratelli, che si sono dati una mano nei momenti più difficili della propria storia, fa la differenza". Una considerazione declinata sul rapporto fra Roma e Kiev, ma che non può non applicarsi con l'alleato storico americano. Quello a cui Meloni ha opposto una serie di 'No' da quando è partita l'operazione militare in Iran: una presa di distanze che le è costata l'accusa di "non avere coraggio", da parte dello stesso leader che nei mesi scorsi l'aveva definita "eccezionale", "fantastica", o "governante molto forte".

L'Italia "è pronta a fare la sua parte", ribadisce Meloni, e per garantire la "fondamentale libertà di navigazione" sullo Stretto di Hormuz ha offerto la sua disponibilità, "quando ovviamente lo consentiranno le condizioni di sicurezza". La loro "relationship" non è più "special", ormai è chiaro. E anzi la presidente del Consiglio, raccontano fonti informate, si è raccomandata con staff e ministri: nemmeno uno spiffero deve più uscire sui suoi rapporti con Trump. Mentre anche Matteo Salvini è sarcastico verso il presidente Usa: "Stando a lui la guerra è già finita tante volte, ma non è ancora finita".

Non è chiusa nemmeno quella in Ucraina. Zelensky riparte da Roma con il "il grande sostegno, la vicinanza piena dell'Italia al suo Paese, a quanto sta facendo con grande resistenza e grande eroismo", scandito da Mattarella. E con un impegno condiviso con Meloni di rafforzare la cooperazione in materia di difesa.

"L'Italia - annuncia la premier - è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta soprattutto nel settore dei droni". Contro gli Shahed russi, l'Ucraina ha "bisogno assolutamente di sistemi aggiuntivi di contraerea - spiega Zelensky -. Per noi sono vitali e possiamo lavorare insieme per la produzione di questi sistemi di difesa antiaerea". L'Italia, inoltre, dopo aver fornito "caldaie industriali e generatori elettrici per far fronte ai blackout, alle interruzioni delle forniture che erano dovute agli attacchi russi", ora si sta "concentrando sull'invio di macchinari medici specialmente per i reparti di maternità", rimarca Meloni, confermando l'auspicio che l'Ucraina aderisca all'Ue, ma "al pari delle altre nazioni europee che da tempo hanno avviato questo cammino". A Bruxelles Roma insisterà per mantenere la pressione economica sulla Russia e "per garantire l'erogazione del sostegno finanziario deciso dal Consiglio Ue" per Kiev. Perché, è il timore di Meloni, "una crisi finanziaria dell'Ucraina produrrebbe danni incalcolabili anche per l'Europa".

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