Arriva oggi in consiglio dei ministri la terza manovra del governo Meloni. Un'accelerazione per la necessità di rispettare i tempi dettati dall'Unione Europea e per porterà a discutere del contributo delle banche e i tagli per i ministeri. Temi scottanti che hanno anche creato tenzione all'interno della stessa maggioranza, tanto da far uscire allo scoperto il vicepremier e leader di Fi Antonio Tajani che ha rassicurare: "Nessuna visione punitiva, nessuna tassa sugli extra profitti". Da definire, quindi, l'entità del contributo che sarà richiesto alla banche e sotto quale forma indirizzarlo.
La sorpresa è arrivata ieri sera con la convocazione del CdM e la pubblicazione dell'ordine del giorno nel quale a sorpresa, oltre al Dpb e alla conferma del decreto fiscale, spunta anche lo schema di disegno di legge di bilancio.
Taglio del cuneo e Irpef a tre aliquote diventano strutturali. Interventi che, assicura il presidente della commissione Finanze della Camera Marco Osnato (FdI), permetteranno di abbassare la pressione fiscale dal 42,3% del 2024 al 42,1% nel 2025, riducendo così il dato tendenziale del 42,8% indicato nel Piano strutturale di bilancio. Sul fronte della spending, con un obiettivo fissato a 3 miliardi e la minaccia di Giorgetti di fare il "cattivo", arrivano i tagli lineari che, secondo quanto si apprende da fonti qualificate del governo, saranno comunque gestibili in modo flessibile: saranno cioè i singoli dicasteri a decidere come distribuire la cifra imposta dal Mef. Ci saranno anche le attese risorse per la sanità: le cifre sono ancora ballerine, ma un'ipotesi, circolata su siti specializzati, in attesa di conferme ufficiali indica una cifra vicina ai 3,2 miliardi. Risorse che serviranno al ministro della Salute Orazio Schillaci ad avviare l'annunciato piano triennale di assunzioni per medici e infermieri.
Per la Pa il ministro Paolo Zangrillo assicura stanziamenti per i contratti 2025/27, mentre sul fronte delle pensioni si punta a perfezionare il bonus Maroni, incentivando chi sceglie di rimanere al lavoro. Si punta anche a confermare nel 2025 il bonus ristrutturazioni al 50%, ma solo per le prime case: per tutte le altre da gennaio scenderà al 36%. Resta alta intanto la preoccupazione delle opposizioni, che attendono di capire l'entità dei tagli. Il Pd va in pressing e accusa il governo: la politica economica del governo Meloni, attacca la leader Dem Elly Schlein, è sempre la stessa, tagli e un fisco distorto con condoni e quant'altro.
L'ordine del giorno del Consiglio dei ministri
Il Consiglio dei ministri, si legge nella nota appena diffusa da Palazzo Chigi, è convocato martedì 15 ottobre 2024, alle ore 20.00 a Palazzo Chigi, per l'esame del seguente ordine del giorno:
- Schema di decreto-legge: Misure urgenti in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali (Presidenza - Economia e Finanze);
- Schema di disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027 (Economia e Finanze);
- Documento programmatico di bilancio 2025 (Informativa) (Economia e finanze);
- Leggi regionali;
- Varie ed eventuali.
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