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Manovra: Conte, 'C'è accordo completo, non siamo il governo delle tasse'


Il premier sale al Quirinale da Mattarella.

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"Abbiamo lavorato oggi e ieri per mettere a punto gli ultimi dettagli del ddl di bilancio. Abbiamo un quadro completo" che, "ferme restando le prerogative del Parlamento", segna un'intesa "nella maggioranza", dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Abbiamo elaborato una proposta di manovra molto articolata e rispetto al quadro iniziale, che abbiamo dovuto affrontare, è molto efficace: per prima cosa ha sterilizzato per 23 miliardi le clausole Iva, scongiurando la misura più proibitiva che avrebbe avuto conseguenze regressive" e avrebbe rischiato di causare una "recessione economica" con un "aggravio di oltre 500 euro" per le persone. "Nessuno dica più che siamo il governo delle tasse", aggiunge Conte. 

"Abbiamo azzerato la tassa sulle auto aziendali", ha detto Conte. "Siamo intervenuti anche sulla sugar tax", prosegue, mantenendo l'impostazione perché "si cambino alcune abitudini di vita e i produttori siano orientati a non produrre bevande soverchiamente" zuccherate, ma la tassa scatterà "dal 1 ottobre" così le imprese avranno "tutto l'agio temporale per riformulare le loro linee produttive e rielaborare le loro strategie imprenditoriali". 

"Avevamo preso un impegno anche per i Vigili del fuoco, che sono tanto amati dai cittadini. Nel recente passato erano stati un po' negletti e diamo un segnale per armonizzare ad altre forze dell'ordine: ci saranno 65 milioni nel primo anno e poi a salire negli anni successivi", dice Conte.

La maggioranza è stata di nuovo riunita in serata a Palazzo Chigi dal premier Conte per trovare la quadra sulle modifiche alla manovra. Dopo l'intesa di massima, infatti, sulla revisione di plastic e sugar tax, resta da comporre il quadro delle coperture. Il nuovo vertice, alla fine di un tour de force di riunioni di 14 ore, è appena terminato. A Palazzo Chigi, oltre al ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri e al capodelegazione del Pd Dario Franceschini, sono tornati anche i viceministri all'Economia Antonio Misiani e Laura Castelli, che stanno seguendo anche i lavori in Senato. Per Italia Viva al tavolo ci sono i capigruppo, Maria Elena Boschi e Davide Faraone e Luigi Marattin. Presente anche il sottosegretario al Mef di Leu Cecilia Guerra.

Conte in serata è salito al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre si è appreso che la commissione Bilancio del Senato voterà gli emendamenti alla manovra da lunedì 9 dicembre con l'obiettivo di chiudere entro mercoledì e di arrivare al via libera in Aula entro venerdì prossimo.


E' quanto emerso dall'ufficio di presidenza della commissione. I relatori, viene riferito, presenteranno già domani un primo pacchetto di emendamenti mentre un secondo dovrebbe arrivare lunedì e dovrebbe includere "anche le istanze della Camera".

Il ministro D'Incà annuncia l'intesa, ma prosegue il braccio di ferro Dem-Iv sulle risorse. In ballo 400 milioni, il Pd chiede più fondi per sul taglio del cuneo. Cambiano plastic e sugar tax, ma i renziani vogliono cancellarle del tutto. Si tratta sul calo delle imposte e su un possibile rinvio delle misure. M5s chiede fondi per i Vigili del Fuoco. Per il via libera alla Legge di Bilancio sarà corsa contro il tempo, l'ipotesi di due sole letture alla Camera e al Senato. A Montecitorio, intanto, primo via libera al decreto fiscale su cui il governo ieri aveva incassato la fiducia: 248 sì e 87 no, il testo passa a Palazzo Madama.

"Italia Viva ai lavoratori italiani preferisce le multinazionali delle bibite gassate, come la Coca Cola - dicono fonti Pd -. Non vuole diminuire le tasse sul lavoro ma pensa solo a togliere la sugar tax, per favorire società per azioni che non hanno sede neanche in Italia. È solo grazie al Pd che sono stati salvati gli italiani dai 23 mld della Salvini Tax e che si mette in campo il taglio delle tasse ai lavoratori da oltre 3 mld".

"Plastic tax e Sugar tax determineranno un disastro occupazionale. Ora al lavoro per trovare un accordo che dica no a microbalzelli e sì al lavoro", ha scritto su Twitter il ministro dell'Agricoltura e capo delegazione di Iv al governo, Teresa Bellanova.

"Bisogna vedere che cosa cambia". Così il capo politico del M5S Luigi Di Maio, intervenendo su Radio Capital, ha risposto alla domanda se l'Italia firmerà il fondo Salva Stati. Poi rispondendo alla domanda se i 5 stelle intendono far cadere il governo, Di Maio ha risposto: "Altrimenti non lo facevamo partire". "Su 320 parlamentari ce ne sono una decina spaventati quando alzo la voce, io non rinuncio alle nostre battaglie perché qualcuno è spaventato", ha spiegato Di Maio rispondendo alla domanda su indiscrezioni secondo le quali alcuni parlamentari 5S starebbero preparando un documento per sfiduciarlo. "Sono dieci anni che il Pd prova a dire dobbiamo fare un'alleanza - ha detto il capo politico M5S -, io penso che abbiamo costruito il governo per tagliare i parlamentari, evitare l'aumento dell'Iva, abbiamo un programma da costruire insieme, ma restiamo forze politiche di poli diversi".



Manovra: Conte, 'C'è accordo completo, non siamo il governo delle tasse'

sabato 7 dicembre 2019 - 07:19 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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