Il presidente francese Emmanuel Macron ha rilasciato una intervista sulla sua "dottrina economica europea" che intende proporre nelle scadenze delle prossime settimane e mesi, in particolare "ad Anversa al vertice sull'industria europea e "al prevertice con riunione dei capi di stato e di governo dei 27 sulla competitività europea, giovedì in Belgio".
Nell'intervista, rilasciata a Le Monde e altri 6 giornali europei fra i quali Il Sole 24 Ore, Macron lancia un appello "a un debito comune Ue per finanziare difesa e intelligenza artificiale".
"Rispetto al momento in cui sono stati pubblicati i rapporti scritti da Mario Draghi ed Enrico Letta, la Cina ha accelerato enormemente. Oggi ha un attivo con il resto del mondo di 1.000 miliardi di euro. L'Europa deve decidere se diventare una potenza. Se dovessimo rimanere un mercato aperto ai quattro venti, saremmo spazzati via": continua il capo dell'Eliseo nell'intervista. Secondo Macron "l'Europa è nei fatti il fattore di aggiustamento del resto del mondo. La domanda è se siamo capaci di diventare una potenza, sul piano economico, finanziario, militare e anche a livello democratico".
"Oggi, abbiamo tre battaglia da condurre, nella sicurezza e nella difesa, nelle tecnologie della transizione ecologica e nell'intelligenza artificiale e nel quantico" dice, in merito alla sua nuova "dottrina economica europea", Macron. "In tutti questi settori - aggiunge - investiamo molto meno rispetto a Cina e Stati Uniti. Se l'Unione Europea non fa nulla nei prossimi 3-5 anni, sarà spazzata via da questi settori. E quest'investimento, se vogliamo che preservi il mercato interno, che non lo frammenti ancora un po' di più, non dobbiamo rigettarlo sulle nazioni. Deve essere un investimento congiunto". Il presidente francese ricorda che "Mario Draghi stimava in 800 miliardi di euro all'anno i bisogni di investimenti pubblici e privati nelle tecnologie verdi e digitali. Se aggiungiamo la difesa e la sicurezza, arriviamo circa a 1.200 miliardi di euro all'anno".
Per Macron il progetto di aereo da combattimento franco-tedesco, che in questi giorni secondo le indiscrezioni sembra destinato a tramontare, "è un buon progetto. E non ho nessuna comunicazione tedesca sul fatto che non si tratti di un buon progetto".
"Quanto gli industriali cercano di rinunciare alle sinergie, è una cosa, ma non sta a noi difenderla - prosegue Macron - Ne riparleremo con il cancelliere Friedrich Merz. Da parte mia, ritengo che le cose debbano procedere. E allo stesso modo sul carro armato da combattimento. Se per caso il partner tedesco rimettesse in discussione l'aereo comune saremmo costretti a rimettere in discussione anche il carro armato".
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