Si avvicina l’inaugurazione della nuova stagione dell’Opera al Teatro di San Carlo di Napoli: quali sono i punti di forza di una struttura secolare, che fa del contatto con la modernità nel rispetto della tradizione uno dei suoi cavalli di battaglia? Di certo tra i fattori a favore dell’attenzione al teatro al giorno d’oggi c’è la sua diffusione fuori dai tradizionali canali di fruizione e una spettacolarizzazione di opere e meccanismi tramite tanti altri media che rendono il pubblico ancora curioso di tornare in sala, per scoprire le sorprese e le emozioni che uno spettacolo dal vivo è in grado di trasmettere nonostante la società “digitale” in cui viviamo.
Il teatro dell’opera: da Napoli al resto d’Europa
Il teatro lirico in Italia ha tanti rappresentanti eccellenti, strutture come il Teatro alla Scala di Milano o il Gran Teatro La Fenice di Venezia, ma solo al Teatro di San Carlo di Napoli spettano due primati prestigiosi: è infatti il teatro chiuso più antico d’Europa ed anche il più capiente d’Italia. Sin dalla sua fondazione, nel 1737, ha incarnato per secoli lo spirito borbonico che lo contraddistingue ed ha ospitato gli spettacoli e le rappresentazioni più illustri. Tra i suoi direttori più celebri, nel periodo d’oro dell’Ottocento, ci furono Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti, e tutte le prime più importanti degli spettacoli dell’epoca sono state rappresentate all’interno delle sue mura. Il Teatro di San Carlo incarna l’anima teatrale di Napoli, ed è ancora oggi un punto di riferimento non indifferente per gli appassionati di teatro di tutta la penisola ma anche provenienti dal resto d’Europa (e del mondo). Nonostante il prevalere della società digitale, infatti, l’attenzione per gli spettacoli teatrali, in strutture grandi o piccole che siano, resta ancora altissima e anzi, la possibilità di assistere ad una rappresentazione teatrale dal vivo è tuttora una delle forme di intrattenimento più diffuse, proprio per l’inimitabile meccanica che si instaura fra pubblico e attori durante uno spettacolo dal vivo. Un tale contatto è ambito da forme artistiche diverse e contemporanee, tanto è vero che anche un artista pop come il fumettista ZeroCalcare ha visto la sua opera adattata in uno spettacolo teatrale, Kobane Calling on stage, prodotto da Lucca Comics & Games e basato sul graphic novel Kobane Calling.
Il teatro nella cultura popolare: passione e ispirazione
Quella per il teatro lirico è una passione fortissima, come fortissime sono le emozioni che trasmette, e proprio per questo è amato contemporaneamente da varie generazioni, ognuna delle quali ne coglie aspetti differenti. Sono sempre di più i nuovi appassionati di questo genere teatrale. Tale attenzione è così forte che ha sconfinato anche in altri settori dell’intrattenimento, dando vita a opere e giochi di ogni genere. A partire dal cinema sono tanti i film che traggono ispirazione dal mondo teatrale; al mondo del teatro sono ispirati anche giochi come la slot di Phantom of the Opera disponibile su Betway Casino e il videogioco per collezionisti The Rocky Horror Picture Show basato sull’omonimo musical teatrale. Proprio il mondo dei musical, tra l'altro, fornisce spunti per omaggi e ispirazioni, come nel caso della rock opera "We Will Rock You", i cui biglietti sono acquistabili su TicketOne, dedicata all’eterna rock band dei Queen. Infine, teatro che ispira teatro per la sfida Teatro in pillole, che vede il gareggiare di attori che propongono i loro pezzi migliori in un arco di tempo non superiore ai dieci minuti.
La nuova stagione del Teatro dell’Opera a Napoli
Non è un mistero dunque che gli amanti del teatro attendano con impazienza ed entusiasmo le nuove stagioni teatrali, ovunque si trovino. Il palinsesto per il 2018 del Teatro di San Carlo prevede in apertura l’opera "Così fan tutte" di W.A. Mozart, diretta dal Maestro Riccardo Muti, rappresentata dal 25 novembre al 2 dicembre, segnando per giunta il ritorno alla direzione di un’opera da parte di Muti nel teatro napoletano dopo tanti anni di assenza, 34 per l’esattezza. L’inaugurazione della nuova stagione è dunque attesissima anche per questo ritorno, oltre che per la naturale trepidazione che accompagna gli appassionati, seguita dalla curiosità di vedere quali aspettative verranno rispettate e quali eccederanno le proprie attese. La stagione teatrale napoletana infatti si prospetta, come sempre, ricca e innovativa: oltre alla già citata opera mozartiana verranno inscenati classici come "La Bohème" di Rossini, "Madama Butterfly" di Puccini, "Die Walküre" di Wagner e anche opere più moderne e meno convenzionali per il pubblico italiano, come "Káťa Kabanová" di Leóš Janáček e il musical "Lady, Be Good!" di Ira e George Gershwin. Anche per questa stagione non mancheranno i concerti, dal barocco alla musica contemporanea, e gli spettacoli di danza, con cinque titoli dei quali tre classici come "Lo Schiaccianoci" (quest'inverno anche al cinema grazie al film di animazione realizzato da Disney), "Il lago dei Cigni" e "Sogno di una notte di mezza estate" (nelle versioni di Giuseppe Picone, Charles Jude e Patrice Bart), e due di impronta più moderna come "Rossini Cards" di Mauro Bigonzetti e "Pulcinella" di Francesco Nappa.
Il Teatro San Carlo di Napoli è dunque l’incrocio perfetto di tradizione e modernità, simbolo della cultura e dell’arte, incarnazione più che attuale di ciò che nei secoli ha comportato essere la struttura teatrale più antica ed estesa d’Italia. Come ogni anno le aspettative prima dell’inaugurazione della nuova stagione sono altissime: grazie alla diffusione del “mito del teatro” al di fuori delle strutture tradizionali e all’attenzione di un pubblico che non accenna a diminuire, nonostante la velocità a cui avvengono i cambiamenti tecnologici nel mondo dell’intrattenimento, il teatro affronterà ancora una volta numerose prove di “resistenza”.
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