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L'Italia ha portato a termine con successo una missione di salvataggio per evacuare quasi 150 connazionali intrappolati a Khartoum durante il caos e la guerra che si stanno verificando nella metropoli sudanese. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che "l'Italia non lascia nessuno indietro", riferendosi alla missione di salvataggio che ha coinvolto anche altri paesi che mettono in salvo i propri cittadini dal conflitto contrapposto da nove giorni esercito e paramilitari. Il primo C-130 italiano è già decollato alla volta di Gibuti con a bordo la maggior parte dei connazionali che avevano richiesto di lasciare il paese, mentre altri 40 sono partiti verso lo stesso luogo grazie alla collaborazione con le forze armate spagnole. Il punto di raccolta è stato l'ambasciata d'Italia a Khartoum, dove la sicurezza è stata assicurata dalle forze speciali dell'esercito italiano e dei carabinieri. Molti altri paesi, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia, la Germania, il Belgio e l'Olanda stanno organizzando evacuazioni di cittadini anche a causa della chiusura dell'ambasciata degli USA per il conflitto. Le Nazioni Unite hanno inoltre visto decine di veicoli in fila diretta verso Port Said nonostante una tregua umanitaria di tre giorni sia stata violata con raid da entrambe le parti in conflitto.
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