Parliamo di uno dei settori che maggiormente ha conosciuto una trasformazione, anche per adattarsi a un mercato che non è più quello di una volta.
L'avvento dell'era digitale ha operato una profonda rivoluzione in tutti i settori, non soltanto a livello tecnologico ma anche dal punto di visto della fruibilità, del rapporto tra le diverse fasce di consumatori e dai mutamenti subiti dai prodotti interessati. Il settore fotografico è uno di quelli che hanno subito le maggiori trasformazioni in tal senso, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni delle attrezzature, i costi e la ridefinizione delle categorie di fruizione.
Nelle fotocamere analogiche, per esempio, la linea di demarcazione tra categoria professionale e amatoriale era meno articolata e complessa di quanto sia oggi. Una volta usciti dall'ambito dilettantistico delle fotocamere compatte, infatti, le successive categorie erano meno ramificate e i modelli disponibili erano inferiori di numero rispetto alla realtà odierna.
Il cambiamento epocale del digitale
Con l'utilizzo dei sensori di acquisizione delle immagini al posto della pellicola, sono cambiate molte cose invece, e la trasformazione è stata inizialmente lenta perché i consumatori erano abituati al ritmo analogico, mentre l'aspetto intrinseco della tecnologia digitale è quello di evolversi in maniera rapida ed esponenziale.
Le fotocamere analogiche mantenevano il mercato da molto tempo prima che fossero introdotte le versioni successive, ampiamente testate e messe a punto nei miglioramenti sia in termini di meccanica sia di materiali utilizzati. I modelli datati, inoltre, continuavano a mantenere un livello di prestazioni competitivo, in quanto bastava cambiare l'ottica o il tipo di pellicola usata, in modo da incrementare la qualità delle immagini.
Facendo riferimento a un nostro precedente articolo pubblicato su buonoedeconomico.it, riguardante nello specifico la categoria dilettantistica, si può facilmente notare che in questa fascia specifica non si sono verificati grossi cambiamenti nelle dinamiche di mercato.
Dal punto di vista tecnologico invece, a parte l'introduzione dei sensori CMOS e dei processori di elaborazione delle immagini, l'unica novità sostanziale è stata l'introduzione delle nuove fotocamere compatte Bridge, definite in tal modo perché presentano caratteristiche ibride che fanno letteralmente da ponte tra le compatte e le DSLR, o reflex che dir si voglia, e hanno quindi valore propedeutico per i dilettanti interessati a diventare fotoamatori.
Le Digital Single Lens Reflex, invece, sono macchine estremamente sofisticate, e dal momento che nel mondo digitale non è la tecnologia meccanica a fare la differenza, ma quella elettronica, le caratteristiche più importanti sono le prestazioni del sensore CMOS e del processore. Per questa ragione soltanto i modelli al top della categoria semi-professionale e tutti quelli di categoria professionale, base e avanzati, riescono a mantenersi competitive nel tempo, mentre le fotocamere di fascia amatoriale ed entry level vengono superate subito dai nuovi modelli, che escono ormai con una scadenza quasi annuale.
I sensori
Se avete approfondito il link relativo alle Digital Single Lens Reflex segnalato prima, avete potuto constatare come il formato del sensore incide notevolmente sul livello di prestazioni della fotocamera.
I sensori Full Frame sono quindi lo standard per la categoria professionale e per i modelli di punta delle fotocamere semi-professionali, in quanto devono rispettare le dimensioni originali del fotogramma di pellicola 35mm, ma il formato APS abbraccia una vasta gamma di sensori, che idealmente partono dallo standard APS ma che in realtà ogni casa modifica leggermente a causa di esigenze di produzione, come l'adattamento a uno specifico telaio di fotocamera per esempio, oppure soltanto per “personalizzare” il sensore dandogli una caratteristica che rende unico il brand.
Il formato APS, di conseguenza, è diffuso soprattutto tra le reflex appartenenti alle categorie entry level, amatoriale e semi-professionale; inoltre è nettamente incrementato il numero dei modelli disponibili nelle relative categorie, che a loro volta sono poi ramificate nei rispettivi sottolivelli: base, intermedio e avanzato.
Per spendere meno
La fascia semi-professionale, però, negli ultimi anni sta assorbendo lentamente la categoria amatoriale; le DSLR amatoriali di base, quindi, vengono riclassificate come fotocamere entry level avanzate, mentre i modelli di punta diventano semi-professionali di base, oppure scompaiono direttamente.
Questa tendenza è stata decretata soprattutto dal ritorno in auge delle mirrorless, ovvero le fotocamere senza specchio, la cui architettura ricalca in pieno quella delle macchine analogiche antecedenti all'introduzione del sistema SLR.
Le mirrorless, che furono lanciate per dare nuova linfa al mercato fotografico messo un po' in crisi dall'evoluzione degli smartphone e degli altri dispositivi mobili, hanno operato un grosso cambiamento grazie alle loro eccellenti prestazioni. Alcuni tra i modelli più famosi infatti, come le Nikon Z6 e Z7, vengono addirittura prodotti soltanto per il segmento professionale; Canon e Sony, invece, hanno in catalogo diversi modelli di fotocamere mirrorless sia nelle categorie entry level e semi-professionale, sia nella categoria professionale.