Regionali in Sardegna i DATI IN DIRETTA. Sono 44 su 1840 le sezioni scrutinate in Sardegna per l'elezione del Consiglio regionale. I dati sono stati diffusi dalla Regione Sardegna: Christian Solinas (centrodestra) è in vantaggio con il 49,25%. Poi Massimo Zedda (Centrosinistra) al 32,28%, e Francesco Desogus (M5s) con l'11,01%. Seguono Mauro Pili (Sardi Liberi) al 3,08, Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) con il 2,26%, Andrea Murgia (Autodeterminazione) con lo 1,61% e Vindice Lecis (Sinistra Sarda) con lo 0,48%. Complessivamente circa 10.571 voti.
Il candidato presidente del Movimento 5 stelle Francesco Desogusè tornato al lavoro alla Biblioteca di Monte Claro a Cagliari. Per il momento nessun commento sui primi dati sul voto delle regionali che lo vedono nettamente staccato rispetto a Christian Solinas del centrodestra, in vantaggio, e Massimo Zedda del centrosinistra. Desogus parlerà in una conferenza stampa nel primo pomeriggio.
IL PROFILO Chi è Christian Solinas
Nella prima sezione scrutinata a Sassari, dove il Comune sta pubblicando i dati sul sito istituzionale, Solinas (centrodestra) è al 36,56%, Massimo Zedda (Centrosinistra) al 23,35% e Francesco Desogus (M5s) al 26,43. Seguono Mauro Pili con Sardi liberi (2,20%) con il 2,12%, quindi Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) 1,13%, Andrea Murgia (Autodeterminazione) 1,32% e Vindice Lecis (Sinistra Sarda).
IL PROFILO Chi è Massimo Zedda
Primi risultati elettorali da Alghero: nell'unica sezione scrutinata, secondo quanto fa sapere il Comune dal suo sito istituzionale, Christian Solinas (centrodestra) è avanti con il 55,56%. Segue Massimo Zedda (Centrosinistra) al 22,22% mentre Francesco Desogus (M5s) al 18,52%. Mauro Pili (Sardi Liberi) si ferma al 3,7%, mentre gli altri sfidanti Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi), Andrea Murgia (Autodeterminazione) e Vindice Lecis (Sinistra Sarda) non hanno preso alcuna preferenza.
Nel Sulcis e nell'Oristanese Solinas ha ottenuto il 47,4% delle preferenze, Zedda il 34,81%, mentre Francesco Desogus di M5s l'11,85%. Ma si tratta di dati molto parziali. Secondo gli exit poll di ieri sera, il centrodestra vince ma il suo candidato, Christian Solinas, se la deve giocare al fotofinish col candidato del centrosinistra Massimo Zedda. Con M5s primo partito nei voti per le liste (si può votare con il sistema disgiunto) ma con un crollo delle preferenze, che secondo gli exit poll di ieri sera sarebbero più che dimezzate.
Diventa definitivo il dato dell'affluenza ai seggi per le regionali Sardegna. Su 1.470.401 aventi diritto si sono recati alle urne 790.709 elettori, ossia il 53,77%.
Il risultato reale delle urne, aperte per lo scrutinio fin alle 7, si farà dunque attendere: i dati, secondo quanto ha fatto sapere la Regione Sardegna della sala stampa allestita a Cagliari, saranno resi noti soltanto in modo aggregato, con una modalità predefinita. In particolare, i Comuni che hanno da una a 10 sezioni forniranno il dato al termine delle operazioni (100% delle sezioni scrutinate), quelli che hanno tra le 11 e le 30 sezioni daranno i primi risultati quando si arriverà al 50% dello scrutinio, mentre per i Comuni più grandi, come i capoluoghi e la stessa Cagliari, il dato quando si arriverà al 25% delle sezioni scrutinate.
C'è molta prudenza sui primi exit poll: Solinas, è avanti con una forbice tra il 36,5% e il 40,5% mentre Zedda viene quotato tra il 35% e il 39%. "L'effetto Zedda", candidato forte del centrosinistra anche per l'esperienza da sindaco di Cagliari, è sottolineato anche a livello di coalizioni con il centrosinistra (quotata tra il 27 e il 31%) indietro anche di dieci punti rispetto al voto per il governatore, mentre Solinas si fermerebbe cinque punti sotto la sua coalizione (il centrodestra è dato tra il 43 e il 47%). Il candidato M5s Francesco Desogus con il suo risultato tra il 13,5% e il 17,5% farebbe poco peggio del Movimento (14,5%-18,5%) ma rischia, per gli effetti del sistema elettorale, di restare fuori dal consiglio regionale sardo.
In un clima ancora tutto di attesa, sia M5s e che Lega hanno rimarcato che nel 2014 alle regionali in Sardegna non si erano neanche presentati. In questo senso hanno valutano come positivi i rispettivi risultati: M5s tra il 14,5% e 18,5%, Lega tra il 12% e il 16%, in 'gara' con il Pd per il posto di secondo partito, con i Dem tra il 12,5% e il 16,5% (fermi sotto il 10% Forza Italia e sotto il 5% Fratelli d'Italia). Ma se il M5s più che dimezza rispetto alle politiche i suoi voti (un anno fa era al 42%), la Lega che i sondaggi nazionali (e il voto abruzzese) danno in grande ascesa, non sembra destinata a fare molto meglio del voto di un anno fa, quando al Senato aveva preso l'11,6% e il 10,8% alla Camera.
"Non mi pronuncio sulle valutazioni politiche" del voto in Sardegna "ma non dobbiamo enfatizzare il ruolo di elezioni regionali: sono importanti per la Sardegna e offriranno degli spunti agli eletti ma sicuramente non ritengo che dagli esiti possano derivare conseguenze sul governo nazionale", afferma il premier Giuseppe Conte.
"La propaganda non basta, come dimostrano i risultati dei Cinquestelle in Sardegna. Cade anche il mito dell'autosufficienza della Lega: il centrodestra è competitivo solo se unito e plurale. #unitisivince". Così Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia, su twitter.
"Risultiamo prima forza politica. Attendiamo i risultati definitivi. Considerando che è la prima volta che ci presentiamo alle regionali in Sardegna siamo molto soddisfatti del fatto che entreremo nel consiglio regionale per la prima volta". Lo si legge in una nota del Movimento 5 stelle, dopo i primi exit poll sul voto in Sardegna.
"Un grande recupero di Massimo Zedda e il crollo verticale dei Cinque stelle. Aspettiamo i dati reali". Così Matteo Ricci commenta su Twitter a nome del Pd i primi exit poll sul voto per la Regione Sardegna.
"Due sono i dati di queste regionali in Sardegna: il crollo disastroso dei 5 Stelle e un certo rallentamento dell'effetto Salvini. Non si conosce ancora il risultato elettorale e c'è già la tentazione di lasciare 'solo' Solinas. Ora alle europee può accadere davvero di tutto. Chi nel voto di maggio pronosticava una marcia trionfale dei giallo-verdi credo che abbia, da oggi, più di un motivo per dubitare". Così il senatore Fi Francesco Giro.
"Gli italiani vogliono cambiare". Il messaggio dei cittadini è chiaro: "chiedono una politica economica e una politica estera univoca", dice il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani a Che tempo che fa.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.