La regione del Vesuvio è al top nei consumi sia sul segmento terrestre, sia su quello online, ma l’aspetto più rilevante è senza dubbio la diffusione del gioco tra i giovani. Ad oggi, il 57.8% degli studenti-giocatori risiede qui contro una media nazionale del 47%. Questo è dovuto ad un tasso di microcriminalità e povertà più elevato rispetto ad altre regioni del sud. Nella nostra regione i ragazzi che vivono sotto la soglia di povertà sono all'incirca 130.000.
Data la situazione sociale, non c'è da stupirsi se il 13% dei giovani giocatori sia a grave a rischio di GAP (contro una media nazionale dell'11%).
I giochi che suscitano maggior interesse in questa delicata fascia d’età sono: il “Gratta e Vinci” (64,5%), le scommesse sportive (67,7%), il binomio bingo/tombola (42,3%) e giochi con le carte (31,4%).
La Campania ha dichiarato guerra al gioco d'azzardo per cercare di combattere il fenomeno del GAP con due iniziative. La prima, datata 6 maggio 2013, è stata l'istituzione dell'Osservatorio Regionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo. Questo organo ha funzioni di pianificazione e controllo sui comportamenti di gioco, oltre ad attivare percorsi formativi per il personale delle asl.
La seconda ha visto il promulgamento nel 2014 di una legge anti GAP. In questa legge viene introdotto il marchio “Slot free” e sono stanziati incentivi per coloro che bandiscono gli apparecchi di gioco dai propri locali. Nel contempo, si impone un' imposta Irap superiore all’1%, per coloro che decidono invece di tenerle.
Anche i comuni vengono responsabilizzati: è dato loro potere di stabilire norme, nel rispetto della legge n.189/ 2012, sulla distribuzione e localizzazione delle sale da gioco nei propri territori.
Viene, infine, promosso attraverso azioni di collaborazione con enti locali, Asl e associazioni di volontariato, l'attività per la diffusione della cultura del gioco responsabile per la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco.
Queste misure si sono rese necessarie anche per contrastare il sottobosco d'illegale che, con il Gambling, ha trovato una nuova Eldorado.
La provincia di Napoli è, infatti, al terzo posto della classifica nazionale per numero di slot machine presenti sul territorio ed è preceduta solo da Roma e Milano che, però, contano un maggiore bacino di utenza.
La Campania è una delle regioni più a rischio per quel che riguarda il gioco illegale. Solo lo scorso anno, in un blitz della Guardia di Finanza, furono sequestrate 3.200 slot non conformi. Si calcola che, il 29% delle “macchinette” installate nella regione, sia illegale.
Il gioco d'azzardo va di pari passo con l'usura. “Azzardopoli”, come è stata ribattezzata, è ormai diventata la principale fonte di guadagno della mafia.
La Regione, deve quindi sempre stare attenta, anche perché, nonostante le leggi, le carenze rimangono. A Caserta, per esempio, esiste una sezione distaccata del Dipartimento dipendenze dedicata esclusivamente al Gap, ma, a lavorarci c'è un solo dipendente. Un fatto incredibile se si pensa che, solo nel primo trimestre del 2015, le persone che si sono rivolte all'azienda sanitaria furono 111.