(Foto Ansa)
Tragedia nell'anconetano, a Corinaldo, dove durante un concerto all'interno della discoteca La Lanterna Azzurra, del trapper Sfera Ebbasta, il fuggi fuggi a causa di una sostanza urticante diffusa all'interno, ha provocato il panico tra i giovanissimi presenti. Alle 15.30 il ministro Matteo Salvini sarà ad Ancona.
Al momento è di cinque ragazzi e una madre che aveva accompagnato la figlia morti travolti dalla calca e oltre 100 feriti. Al momento ci sono 12 codici rossi (di cui 7 in pericolo di vita), 45 codici verdi e 9 codici gialli. Proclamato il lutto cittadino a Corinaldo e a Senigallia.
Lascia 4 figli, tra cui la ragazza undicenne che aveva accompagnato alla Lanterna di Corinaldo, e che si è salvata Eleonora Girolimini, una delle vittime della tragedia. Figlia di un noto ristoratore della città e piuttosto conosciuta a Senigallia dove vive la famiglia. Il padre gestisce infatti un locale, noto soprattutto negli anni '80 sul lungomare.
«A un certo punto abbiamo cominciato a tossire, mancava l'aria come quando c'è un incendio, e tutti siamo andati verso l'uscita. C'erano ragazzi che nella calca sono caduti, travolti da altri che correvano». E' la testimonianza di uno dei ragazzi presente nella discoteca. «Abbiamo visto dei corpi stesi per terra, coperti da teli bianchi e un uomo che si aggirava, come un sonnambulo... Continuava a ripetere 'mia figlia è morta...». E' il racconto di una donna arrivata all'ospedale di Torrette di Ancona per assistere la figlia di 14 anni rimasta ferita durante la calca alla discoteca. Un'altra madre, la cui figlia è tra le vittime: «Era mia figlia, aveva solo 14 anni, vi rendete conto...». Riesce a stento a tenersi in piedi, e urla in lacrime davanti all'obitorio degli Ospedali Riuniti di Ancona. «Solo in Italia succedono queste cose, se è vero che quella è una discoteca che al massimo contiene 300 persone. È finita la vita a me e a mia moglie», dice Giuseppe Orlandi, padre di Mattia Orlandi, 15 anni. «Era andato con la navetta, era la seconda volta che ci andava. Mio figlio non me lo ridarà nessuno».
Si sta muovendo due fronti, con diverse ipotesi di reato, l'indagine sulla tragedia. Da un lato si indaga su chi ha spruzzato lo spray al peperoncino; dall'altro sul sovraffollamento e sulle misure di sicurezza della discoteca. I reati al vaglio sono, nel caso della persona che ha usato lo spray - sembra una ragazza - quelle di morte come conseguenza di altro reato o l'omicidio preterintenzionale. Nel caso dei gestori della discoteca, l'omicidio colposo. "I biglietti venduti sono circa 1.400 a fronte di una capienza di 870 persone circa", ha detto il procuratore capo della Repubblica di Ancona Monica Garulli.
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