La Juve Stabia vuole riscattare l'amaro pareggio di domenica scorsa e domani verrà ospitata dal Racing Fondi. Questa mattina presso la sala stampa del Romeo Menti mister Fabio Caserta come di consueto è stato a disposizione dei media per rispondere alle rispettive domande. In apertura del colloquio, si è parlato del morale della squadra apparso basso in seguito all'1 a 1 contro gli azzurrostellati. «I ragazzi sono in buone condizioni, sia fisiche che morali -rassicura il tecnico delle vespe ai nostri microfoni-. Se i ragazzi giocano con traquillità e con la convinzione di poter dare tutto per la maglia, non saranno mai rimproverati dal sottoscritto. Una squadra che vince sempre non è una squadra matura. Essere squadra matura vuol dire continuare a lavorare, migliorando i propri pregi e correggendone i difetti. Questo è ciò che ho sempre chiesto ad ognuno di loro. Tuttavia, bisogna continuare a lavorare, partendo dal secondo tempo dell'ultima gara con la Paganese». Ci si è soffermati sulle condizioni fisiche dei giocatori: «La maggior parte di loro è in buone condizioni. Qualcuno è un po' acciaccato e qualcun altro ha preferito saltare gli allenamenti per precauzione. Inoltre, vogliamo concedere tempo ai nuovi arrivati per adeguarsi al nostro carico di lavoro, ma ho visto con piacere che sono già sulla buona strada. Ad esempio, Melara viene da un lungo periodo di stop, ma ha fornito un'ottima prestazione domenica scorsa al Menti». Nel Fondi milita Daniele Corvia, attaccante di spessore classe '84 che vanta di 102 presenze in serie A. «Guai a chi sottovaluta il Fondi. La classifica non rispecchia la compagine di spessore che ci ritroveremo davanti domani al Purificato. La squadra ha un organico di tutto rispetto e con giocatori importanti e soprattutto esperti. Ma noi andremo lì con la grinta giusta e faremo la nostra partita». Secondo alcune fonti, Alessandro Mastalli è stato accostato all’Atalanta, squadra militante in competizioni europee ed in massima serie. «Fa sempre piacere ad Alessandro sentirsi accostato a squadre importanti come quella bergamasca, ma lui rimane con i piedi per terra ed intende costruire il proprio futuro, continuando a lavorare per il presente, e sudare la maglia della Juve Stabia fino a giugno». E poi aggiunge: «Nonostante tutto, la squadra ha fatto notevoli passi avanti. Le manca solo la spinta giusta per chiudere le partite. Capita di trovarsi di fronte un avversario ostico e allora la cosa diventa più difficile. Non siamo ancora maturi per questo, ma con il lavoro quotidiano e giornaliero che stiamo affrontando avremo grosse soddisfazioni». Si è anche discusso sulla variazione del modulo e sull’approccio in generale della squadra. «Pensiamo sempre e solo al risultato. Il modulo non è altro che una rappresentazione di numeri. La cattiveria deve venire da ogni componente della squadra: serve la cattiveria giusta per fare il passo in avanti, poiché sono abituato a cambiare spesso le posizioni in campo. Se c’è da cambiare qualche giocatore che ha un calo atletico, si presenterà una chance per altri componenti della rosa. Non mi sento superiore ai miei calciatori. Mi sento parte di loro, anche se ci sono ruoli che vanno rispettati. Ho sempre dato lezioni ai miei ragazzi sui ruoli che occupano, che spesso possono sembrare difficili da rispettare, ma ho loro di prendere esempio da giocatori importanti di massima serie. È quello che ho suggerito soprattutto a Simeri, oltre che di stare tranquillo e sereno quando gioca. Non importa se sei un terzino od un attaccante. È lo spirito che conta, ma può capitare a tutti di sbagliare e non è saggio fossilizzarsi sui propri errori. Bisogna imparare a rialzarsi e continuare a pedalare con la testa bassa. Per giungere alle categorie superiori bisogna passare per le categorie minori e sono certo che da parte di ogni singolo giocatore c’è la voglia per fare la differenza. Ovviamente sta a loro darne prova, ma voglio trasmettere loro la consapevolezza che le grandi soddisfazioni passano da questa piazza».
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.