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Verso Juve Stabia-Cosenza, Alfredo Nardi in esclusiva: «A Castellammare con la grinta giusta»

Il collega del Quotidiano del Sud ai nostri microfoni: «L'eccessivo nervosismo non ha portato da nessuna parte. Il Menti raramente ha regalato soddisfazioni ai rossoblù. Braglia? Può ancora dare tanto al calcio».

tempo di lettura: 7 min
di Davide Soccavo
27/03/2018 08:10:53
Verso Juve Stabia-Cosenza, Alfredo Nardi in esclusiva: «A Castellammare con la grinta giusta»

Cosenza e Juve Stabia durante il match di andata (Foto S.S. Juve Stabia)

Perfetta parità al Fanuzzi di Brindisi tra Virtus Francavilla e Juve Stabia, ma solo per 45 minuti. Alla fine ha vinto la pioggia. Solo otto minuti di gioco della ripresa e il sig Raciti si è visto costretto a sospendere la gara a causa del maltempo e per l'impraticabilità del terreno di gioco. Il match verrà recuperato il giorno 18 aprile alle ore 14:30 e si riprenderà dal minuto dell’interruzione. Il Cosenza, prossimo avversario delle vespe, è reduce dallo 0 a 0 con l'Akragas. Un risultato che ha avuto dell'amaro in bocca, considerate le varie occasioni da gol e l'espulsione di Trovato allo scadere della prima frazione di gioco che ha penalizzato i rossoblù, lasciandoli in dieci. Grande attesa per un ex di turno e non un ex qualunque che i gialloblù avranno l’onore di sfidare: Piero Braglia conosce fin troppo bene l’ambiente e il calore del popolo stabiese. Il tecnico toscano nel 2011 portò la Juve Stabia alla gloriosa conquista della serie B, spezzando un sortilegio lungo 60 anni. Il collega del Il Quotidiano del Sud - Calabria, Alfredo Nardi, è intervenuto ai nostri microfoni per parlarci del prossimo avversario delle vespe targato Piero Braglia.

 

Il Cosenza non è riuscito ad aggiudicarsi il bottino pieno contro l’Akragas, nonostante sia più volte andato vicino al gol. L’espulsione di Trovato al termine del primo tempo ha, inoltre, messo in difficoltà i rossoblù, lasciandoli in dieci contro undici. Come giudica la prestazione dei lupi?

Prestazione di sostanza come ormai la squadra ha abituato tutti da dicembre, purtroppo non premiata dal risultato finale. Una serie di fattori hanno portato all'inatteso risultato di ieri. Innanzitutto, c'è da considerare che si è trattato della sesta partita disputata in 19 giorni, tutte su terreni di gioco pesantissimi. Fattore assai discriminante per una squadra molto tecnica e che nel corso dell'ultimo mese ha avuto diversi squalificati e infortunati. Tutte gare, poi, arrivate al culmine di un dispendiosissimo periodo di rincorsa in classifica per tirarsi fuori dai guai e arrivare a ridosso delle prime posizioni play off. Ma soprattutto si è pagato, come succede spesso da inizio stagione, il difetto atavico di questo gruppo, ovvero la grande difficoltà a finalizzare l'enorme (e anche apprezzabile dal punto di vista estetico e agonistico) mole di gioco prodotta. La speranza di tutti è quella, adesso, di acquisire una certa regolarità in questo rush finale del campionato.

 

Due ex Juve Stabia quest'anno hanno preso in mano le redini della squadra rossoblù: da Gaetano Fontana a Piero Braglia, i lupi calabresi sono risaliti dalle zone basse della classifica, fino alla zona play-off. Cosa è andato storto e cosa, invece, sta funzionando rispetto ad inizio stagione?

Fontana è arrivato la scorsa estate, ma non ha subito incontrato i favori della piazza. Non certo perché di Catanzaro, visato che il campanilismo ha sempre il suo peso nel calcio, quanto per il fatto che sembrasse effettivamente una scommessa, quando invece probabilmente il Cosenza aveva bisogno di solidità, autorità e certezze anche dal punto di vista tecnico. Un precampionato portato avanti senza che si accendesse l'entusiasmo in città, ha fatto da prologo ad un inizio di stagione terrificante, dovuto probabilmente al fatto che la squadra non riuscisse ad adattarsi ai dettami del suo allenatore, alla fine rivelatosi integralista fino al midollo, ma probabilmente non in possesso degli interpreti adatti per il suo gioco. Due punti in classifica dopo 5 giornate hanno portato all'ingaggio di Braglia al suo posto: con il tecnico toscano le cose non sono andate subito bene, ma subito si è potuta notare una maggiore serenità del gruppo dal punto di vista della convivenza nello spogliatoio e dal punto di vista tattico. Braglia, infatti, ha cercato di esaltare le caratteristiche di ogni calciatore senza ingabbiare nessuno e riuscendo ad inculcare alla squadra l'idea di poter cambiare pelle a seconda delle circostanze. Se a questo uniamo le doti umane del toscano nel fare gruppo, si comprendono gli ottimi risultati arrivati nel mese di dicembre (sei vittorie consecutive) e la risalita in classifica dopo aver occupato anche l'ultima posizione. Il mercato di gennaio ha fatto una certa selezione nel gruppo, ma dopo la squadra non è riuscita a decollare, forse stanca del lungo inseguimento. A questo si è unita l'incredibile serie di impegni ravvicinati dell'ultimo periodo e lo slittamento di posizioni in zona play off.


A Castellammare Piero Braglia ha fatto la storia ed è stato da molti considerato il condottiero numero uno delle vespe. Sotto la sua guida la Juve Stabia, dopo 60 anni di attesa, approdò nel 2011 in serie B e vi rimase per tre anni consecutivi. Quanta strada crede sarà in grado di percorrere il tecnico toscano, anche in virtù del lavoro svolto finora con la società calabrese?

 

Braglia può ancora dare tanto al calcio per le sue caratteristiche di uomo che sdrammatizza e di tecnico che cerca di esaltare le doti dei calciatori usando e dosando bene bastone e carota. L'entusiasmo c'è, bisogna solo metterlo nelle condizioni di lavorare in serenità, da tutti i punti di vista. A Cosenza può dare ancora tanto. Innanzitutto, in questa fase finale della stagione: lui ripete sempre che non importa in quale posizione si arriva ai play off, ma è importante arrivarci e farlo bene dal punto di vista psico-fisico. Se una serie di condizioni si verificheranno, riuscirà a portare a casa un buon risultato. Utile al Cosenza Calcio, che poi non avrà difficoltà a riconfermarlo, e a se stesso. Un uomo che può ancora dare tanto al calcio.

 

Il Cosenza ha accarezzato la possibilità di accedere alla finale di Coppa Italia serie C, uscendo immeritatamente sconfitta dalla competizione. A nulla è servito il 2 a 1 rifilato alla Viterbese tra le mura di casa e ,in virtù del risultato dell'andata, la squadra di Sottili se la vedrà con l'Alessandria nel doppio scontro decisivo. Al di là dell'esito finale, l'avventura in Coppa cosa ha insegnato ai ragazzi?

E' stata una competizione affrontata con il giusto piglio da parte del Cosenza, consapevoli del fatto che conquistarla avrebbe dato una possibilità in più per la griglia play off, soprattutto dopo il brutto inizio di campionato. Eliminate squadra come Catania, Trapani e Lecce, la corsa si è fermata a Viterbo, dove una conduzione arbitrale alquanto dubbia ha spianato la strada della finalissima ai laziali. Il 2-1 del "Marulla" a poco è servito, visto il 3-1 dell'andata, ma la squadra ha dato tutto. Cosa abbia insegnato la Coppa, sarà il tempo a dirlo: probabilmente, il fatto di dover mettere un po' più di cattiveria in campo. Di certo ha abituato la squadra alle pressioni della gara secca, quella da vincere a tutti i costi. Situazione che potrà essere utile dal punto di vista mentale nell'eventuale lotteria dei play off.

 

Dato il rinvio della partita tra Virtus Francavilla e Juve Stabia per pioggia, le vespe ripartiranno dalla scorsa vittoria in casa contro una grande squadra, quale il Matera. Che partita si aspetta sabato?


Personalmente, mi aspetto tanta rabbia da parte del Cosenza. Ma convogliata nella maniera giusta: il nervosismo "ammirato" nelle ultime uscite (ultimo caso quello di Trovato) non porta da nessuna parte. La squadra avrà finalmente la possibilità di recuperare energie psicofisiche e regolarizzarsi con una settimana di lavoro pressocché normale. Il sintetico di Castellammare potrà fornire risposte dal punto di vista tecnico: se davvero, cioè, questa squadra ha quelle doti giuste per emergere in condizioni di normalità. Sarà comunque una sfida difficilissima, visto il valore della Juve Stabia e del cammino che le "vespe" stanno portando avanti nelle ultime settimane. E poi il "Menti" raramente ha regalato soddisfazioni ai rossoblù. Un pareggio sarebbe già un ottimo viatico per il derby interno con il Catanzaro della settimana successiva.

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