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Juve Stabia - Zavettieri sotto esame dopo il pessimo primo tempo a Pagani

Rosania e Grifoni tra i peggiori nel derby contro gli azzurrostellati

tempo di lettura: 4 min
di Giovanni Minieri
09/02/2016 09:58:18
Juve Stabia - Zavettieri sotto esame dopo il pessimo primo tempo a Pagani

Crisi senza fine per la Juve Stabia, che al Marcello Torre sciorina una delle peggiori versioni di sé concedendo un tempo e ben 3 reti di vantaggio alla Paganese, che nonostante un forcing finale al cardiopalma non riesce più a recuperare. Nella ripresa, infatti, le vespe accorciano le distanze segnando due reti, colpiscono un palo con Del Sante ma soprattutto falliscono 2 calci di rigore. Particolarmente pesante quello dell’ex attaccante del Pavia che, in pieno recupero, poteva sancire il definitivo 4-4 che forse avrebbe premiato oltre i propri meriti una Juve Stabia in piena crisi d’identità.
Il mister Zavettieri inizia a essere sotto pressione alla luce di alcuni elementi che sembrano far emergere palesi difficoltà nella gestione del gruppo. Tanti i moduli sperimentati dall’ex tecnico dell’Aquila fino ad un mercato di riparazione finalizzato all’acquisto di calciatori funzionali al 4-4-2, ritenuto attualmente lo schema più adatto ad esaltare le caratteristiche dei calciatori in organico. Pagani rappresenta però una bocciatura impietosa, che non può essere giustificata soltanto dalle assenze. Out Liotti per squalifica, Del Sante, Carillo e Contessa inizialmente in panchina poiché non al top, mentre Navratil lavora duramente per poter essere quanto prima utile alla causa dopo aver finalmente ricevuto il transfer. Dopo Lecce, rientra tra i titolari Rosania che va a far coppia con Polak, con Romeo che va sulla corsia sinistra. Izzillo fa rifiatare Favasuli mentre Grifoni fa il suo esordio in maglia gialloblù. Nicastro viene spostato più avanti a far coppia con Diop, croce e delizia nell’ultimo match interno pareggiato contro il Catanzaro. Formazione totalmente sbagliata, con la mediana saldamente in mano alla squadra di Grassadonia che taglia la difesa stabiese come una lama nel burro. Emblematico è su tutti l’episodio del 4-1, con Cunzi che va a segno troppo facilmente sfruttando un lungo lancio del portiere Marruocco. All’uscita dagli spogliatoi Contessa e Del Sante rimpiazzano immediatamente Rosania e Grifoni, con la partita che cambia completamente volto, e col senno di poi crescono a dismisura i rimpianti. Nicastro si carica la squadra sulle spalle, realizza la terza doppietta in stagione dopo quelle a Ischia e Castelli Romani e si conferma miglior marcatore della Juve Stabia a quota 7 reti. Del Sante tutto cuore e grinta: prima rete in gialloblù, un palo, ma sulla sua prestazione pesa come un macigno il rigore del pareggio.
La squadra non gira più, produce poco gioco con l’aggravante che gli uomini di Zavettieri continuano a mostrare con una periodicità inquietante quei limiti mentali che ne stanno compromettendo la classifica fin dai primi mesi di campionato. I numeri evidenziano una crisi di risultati con 3 sole vittorie (l’ultima il 12 dicembre a Rieti contro il fanalino di coda Castelli Romani), 10 pari e 2 sconfitte nelle ultime 3 gare contro Lecce e Paganese. La Juve Stabia viaggia perciò ad una media preoccupante di 1,27 punti,  con 1,05 reti fatte ed 1,00 subite che l’han fatta precipitare rapidamente ad un passo dal baratro della zona play-out, con 1 solo punto di margine solo a causa della penalizzazione di 3 punti inflitta all’Akragas, che ha messo la quinta dopo la terza vittoria consecutiva. Nelle ultime 5 gare le vespe han raccolto soltanto 3 punti (come Castelli Romani ed Andria) facendo meglio soltanto di Catanzaro (2) e Martina (1).
Domenica prossima i gialloblù sono attesi da un’altra trasferta terribile sul campo della Casertana, che non vince da 2 gare e sarà vogliosa di riprendersi il primato strappatole dal Foggia. Per uscire dalla crisi bisogna far quadrato e remare tutti in un’unica direzione per uscire al più presto dalle sabbie mobili della zona play-out. Discussioni accese come quelle tra Del Sante e Diop per chi dovesse battere il calcio di rigore, o tra lo stesso attaccante ed il mister sullo scarso minutaggio avuto finora a disposizione devono cedere il passo a quell’unità di intenti che deve essere il valore aggiunto di un gruppo che ha assoluta necessità di reagire ad un momento complicato e che gira ben lontano da fasti e ambizioni di inizio stagione.

 

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