Le tre reti messe a segno dalle vespe nelle due gare della gestione del neo tecnico portano la firma di due difensori. E il bunker gialloblù regge da 167 minuti.
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Si è soliti affermare che nel calcio la soluzione ideale per non correre rischi consista nell'esercitare una pressione costante nella metà campo avversaria e nel sottoporre i rivali ad attacchi continui al fine di distruggere le loro velleità e sfinirli dal punto di vista fisico e mentale. L'attacco, dunque, è considerato il modo migliore per difendersi e il Barcellona rappresenta l'esempio più luminoso di applicazione di questo detto illustre nel calcio moderno. L'esasperazione di un simile concetto, tuttavia, è deleteria. Si pensi a Zeman, il cui gioco offensivo ha fatto divertire i propri tifosi, ma ancor più gli avversari, quasi increduli dinanzi alla semplicità con cui riuscivano a bucare la difesa ballerina impostata dal boemo. E allora forse la verità sta nel mezzo. L'attacco rappresenta indubbiamente una soluzione per difendersi, ma senza equilibrio e compattezza ogni minimo errore rischia di diventare letale. Zavettieri, nel frattempo, ha deciso di smentire l'antico proverbio e di mettere in pratica il concetto inverso. Nelle due gare finora disputate sulla panchina delle vespe, le reti sono arrivate soltanto dai difensori (Contessa contro il Cosenza e Polak per due volte ad Agrigento) e la porta gialloblù è inviolata da ben 167 minuti. Un dato statistico che rivela quanto la ritrovata solidità difensiva rappresenti il segreto della rinascita momentanea della Juve Stabia, intenta a risalire la china sopperendo all'emergenza infortuni mediante un gioco poco spettacolare ma pratico e privo di fronzoli. Non è un caso se Nicastro e Gomez all'Esseneto hanno agito da difensori aggiunti in fase di non possesso partecipando in maniera molto più incisiva alla manovra corale e se Polito non ha sporcato affatto i guantoni contro la seconda della classe, finora brillante interprete di un torneo attualmente livellato come non mai. In attesa di recuperare qualche altro pezzo da novanta, è evidente che l'inversione di rotta imposta da Zavettieri rispetto alla scellerata gestione Ciullo dipenda inevitabilmente dal bunker strutturato dal neo tecnico gialloblù e si può persino ipotizzare che la doppietta di Polak non rappresenti affatto un evento casuale.