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Juve Stabia - Vicinissimo Moscardelli. Storia di un idolo: antidivo, tanta gavetta e una barba gloriosa

Giorni decisivi anche per chiudere con il centrocampista Paolo Capodaglio

tempo di lettura: 4 min
di Giovanni Minieri
11/07/2016 10:54:56
Juve Stabia - Vicinissimo Moscardelli. Storia di un idolo: antidivo, tanta gavetta  e una barba gloriosa

Foto da web

Le vacanze stanno ormai per finire, e mercoledì la nuova Juve Stabia di Gaetano Fontana si radunerà allo Stadio Romeo Menti per poi svolgere i consueti test medici e atletici prima della partenza per il ritiro di Gubbio, previsto per domenica mattina.
Il mercato sta entrando sempre più nel vivo, con il patron Manniello che non nasconde più le proprie ambizioni e lavora instancabilmente per ufficializzare già entro la prossima settimana qualche calciatore top, in grado di cambiare volto alla squadra e garantire quel salto di qualità per riconquistare la Serie B.
Inutile sottolineare che il nome che più stuzzica l’ambiente è quello dell’attaccante Davide Moscardelli. Svincolatosi dal Lecce lo scorso 30 giugno, il Mosca è l’esempio da seguire per tutti i giovani che sognano di avvicinarsi al calcio che conta. Nessuno gli ha mai regalato nulla, con la Serie A giusto riconoscimento a una carriera fatta di tanta gavetta e polvere masticata sui campi di periferia. Debutta a 17 anni in Promozione Laziale, e dopo 3 anni conquista il salto in Eccellenza con la Maccarese, mentre nel 2001 festeggia la Serie D ottenuta con il Guidonia dopo i play-off nazionali. Dopo una stagione alla Sangiovannese in C2, la carriera di Moscardelli giunge ad una svolta con l’approdo alla Triestina in Serie B sotto la guida di Attilio Tesser e ben 16 reti realizzate all’esordio assoluto tra i Cadetti. Il bomber nativo di Mons è ormai esploso e si consacra in ambito nazionale tra Triestina, Rimini, Cesena e Piacenza mettendo a segno ben 60 reti nel secondo livello professionistico del campionato italiano. A 30 anni si regala la Serie A, acquistato per 1,5 dal Chievo grazie alle ottime referenze del mister Stefano Pioli, che già lo aveva avuto alle proprie dipendenze a Piacenza. Segna subito all’esordio con i clivensi, che superano per 2-1 il Catania tra le mura amiche del Bentegodi ed in breve tempo si guadagna la fama di ammazza-grandi dal momento che va puntualmente a segno contro Napoli, Inter Fiorentina e Roma. Ma soltanto qualche anno più tardi a Bologna diventerà idolo incontrastato dei più giovani. Eredita la maglia numero 10 che fu di Baggio e Signori, ma soprattutto l’immagine della sua barba foltissima inizia a spopolare insieme a giochi di prestigio degni dei più grandi maestri della pedata, attraverso dei video divertentissimi che iniziano a fare il giro del web diventando subito virali. Lancia addirittura una sua linea di abbigliamento, “Fear the Beard”, con la sua barba protagonista incontrastata e venduta in ogni angolo d’Europa. In Emilia si lascia andare ad una promessa molto impegnativa: addirittura il taglio della barba in caso di doppia cifra e qualificazione del Bologna in Europa League. I risultati non sono arrivati, con buona pace della ormai celeberrima barba che resta lì a riempire il volto sempre sorridente del Mosca. Da Bologna viaggia poi verso il Salento direzione Lecce, per provare a riportare la piazza giallorossa tra i Cadetti dopo la doppia retrocessione dalla Serie A alla Lega Pro in seguito al processo sul calcio scommesse. Nonostante 28 reti in 2 stagioni, il Lecce raccoglie soltanto un 6° posto nel 2014/15 ed un 3° posto nella stagione appena conclusa, con l’amaro epilogo della semifinale play-off persa nel derby contro il Foggia.
Moscardelli è un attaccante atipico, che nonostante la stazza da corazziere preferisce agire alle spalle di una punta centrale oppure svariare lungo tutto il fronte d’attacco senza dare punti di riferimento ai difensori avversari. Specialista sui calci piazzati e negli inserimenti su palla inattiva, predilige il calcio mancino, pur sapendo usare bene entrambi i piedi.
In dirittura d’arrivo anche la trattativa per portare nella città delle acque Paolo Capodaglio, uno dei migliori registi della Lega Pro e faro del centrocampo della Casertana di Romaniello nell’ultimo campionato. Il calciatore romano è riuscito a giocare con grande continuità collezionando 1 rete ed 1 assist in 27 presenze con la maglia dei falchetti. Capodaglio è uomo dai gol pesanti, infatti il suo unico centro ha permesso ai rossoblù di conquistare i 3 punti superando per 1-0 il Melfi all’esordio della squadra rossoblù davanti al proprio pubblico. Ininfluente invece il suo assist per Mangiacasale, che portava momentaneamente la Casertana in vantaggio sull’ostico campo del Cosenza, che poi rimonterà la gara nei minuti finali grazie alle reti di Tedeschi e La Mantia. Capodaglio avrebbe ancora un anno di contratto con il sodalizio casertano, ma la politica di spending review con conseguente ridimensionamento degli obiettivi voluta dal nuovo presidente Tilia ha spinto il calciatore lontano dalla città della Reggia. La Juve Stabia ha il grande vantaggio di poter  mettere sul piatto della bilancia il gradimento del calciatore, che per vestire la maglia delle vespe ha già rifiutato le offerte di Cosenza e Catanzaro.

 

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