Juve Stabia
shareCONDIVIDI

Juve Stabia - Vespe nel caos, i tifosi meritano chiarezza. Un ds emergente potrebbe sostituire Pavone

Mai, durante l'era Manniello, i gialloblù si erano ritrovati a fine giugno senza allenatore. E ora potrebbero sostituire il terzo direttore sportivo in un anno 

tempo di lettura: 4 min
di Gioacchino Roberto Di Maio
20/06/2021 12:01:08
Juve Stabia - Vespe nel caos, i tifosi meritano chiarezza. Un ds emergente potrebbe sostituire Pavone

Improvvisazione e incertezza regnano sovrane in casa Juve Stabia. A più di una settimana da quella conferenza stampa che avrebbe dovuto chiarire le linee programmatiche della società, le vespe si ritrovano tuttora senza allenatore e, ancor peggio, tra poche ore potrebbero trovarsi addirittura senza ds alla luce delle voci insistenti che vogliono Pavone ormai prossimo al ritorno al Foggia al fianco di Zdenek Zeman, ufficializzato ieri. Se un anno fa la partenza con handicap era stata imputata alla chiusura a fine luglio della regular season della serie B e ad alcune diatribe societarie, stavolta non vi sono alibi ad un mese esatto dall’eliminazione ai playoff contro il Palermo datata 19 maggio. Baldini prima e Zaffaroni poi hanno preso tempo decidendo in seconda battuta di declinare la proposta ricevuta, il tutto con sullo sfondo quel Ginestra in attesa che qualcuno ribussi concretamente alla sua porta e quel Marchionni di fatto liberato dal ritorno del boemo alla corte dei Satanelli. I nervi della piazza, da sempre al fianco della società come ricorda lo slogan “La storia non è moda, da 100 anni siamo qua”, iniziano a tendersi sempre più ora che il tanto decantato progetto triennale sembra rivelarsi fumoso a dispetto delle promesse puntualmente mantenute da quel Franco Manniello che mai, neanche nei momenti di maggior difficoltà, era giunto a fine giugno senza aver designato il condottiero per la stagione successiva. A preoccupare è soprattutto l’improvvisa richiesta di cessione da parte di quel Marotta che appena un mese fa si diceva più che mai convinto del suo ruolo di leader del progetto gialloblù, al di là delle esigenze personali potrebbe trattarsi di una marcia indietro al cospetto di un ridimensionamento di quei sogni di gloria prospettatigli a gennaio quando lasciò Vicenza. L’anno prossimo non sarà consentito scherzare nel girone C, ad Avellino, Bari, Catanzaro, Foggia e Palermo si aggiungeranno Cosenza e Taranto, senza dimenticare che anche il Pescara potrebbe essere collocato al sud come avvenuto in passato. E, se dovesse risolvere le proprie problematiche societarie, tra le big in cerca di onore vi sarebbe anche il Catania. Al cospetto di tali piazze, ritrovarsi a dover sostituire il terzo ds in un anno, al netto del già avvenuto avvicendamento tra Ghinassi e Pavone, dimostra che il tanto decantato progetto triennale non pone le basi su fondamenta solide e la Juve Stabia non merita tutto ciò. Il mercato di gennaio, che aveva visto una rivoluzione della rosa con colpi mirati sia in termini di prestiti che di ingaggi, aveva fatto sognare in grande e nessun tifoso si sarebbe aspettato di ritrovarsi a questo punto in questa situazione confusionaria. Dovesse firmare realmente con il Foggia, ipotesi che sembra questione di ore alla luce del suo avvistamento da parte di alcuni media locali nella città pugliese con l’amministratore unico Todaro al seguito, a sostituire l’esperto Pavone potrebbe essere Antonio Amodio, figlio di Roberto, ex capitano e attuale direttore del settore giovanile gialloblù. Si tratta di un profilo giovane che miscela intuito nell’individuazione di profili di prospettiva e competenza nella gestione del budget. Dopo un’esperienza nello scouting con la Spal, negli ultimi due anni è stato al Sorrento in serie D costruendo formazioni in grado di ben figurare anche grazie al supporto di Adriano Sartorio Mezavilla, passato in rossonero la scorsa estate. Si ritroverebbe a collaborare con il coordinatore dell’area tecnica Fabrizio Fabiani e potrebbe sfruttare il filo diretto con quella Salernitana che già lo scorso anno inviò alle falde del Faito, tra gli altri, Orlando e Cernigoi. Le prossime ore saranno decisive, anche perché in prospettiva vi sono l’iscrizione da formalizzare e un mercato da pianificare in base alle esigenze di un tecnico che, dall’1 luglio in poi, non ci sarà neanche sul piano burocratico essendo l’accordo con Padalino in scadenza il 30 giugno. Voci insistenti vogliono che il prossimo ritiro sia stato pianificato in quel di Agerola, piuttosto che in Umbria, Lazio o Toscana come avvenuto nelle stagioni addietro, il che, se da un lato fa sorridere, dall’altro almeno conferma che la Juve Stabia sarà ai nastri di partenza del campionato. La base da cui ripartire c’è in termini di organico, occorrerà comprendere dove si vorrà spingere la società ora che non vi sarà da gestire il tesoretto rappresentato dalla cessione di Forte, dai diritti tv del campionato di serie B e dal paracadute garantitole dopo quella retrocessione che oggi fa ancora male. Una cosa è certa, i ritardi in serie e l’incertezza di queste ore, accompagnate dal silenzio del club, stanno riaccendendo gli animi di una piazza che merita e pretende chiarezza e una pianificazione seria nel rispetto dei tanti sacrifici fatti dai fratelli Langella nell’ultimo anno privo di introiti. Onorare la maglia dev’essere l’obiettivo numero uno, il resto è nulla.

Video
play button

Castellammare - Pasqua 2026, Via Crucis sul lungomare presieduta da Mons. Alfano

3 ore fa
share
play button

Venezia - Juve Stabia. Conferenza stampa di mister Ignazio Abate

3 ore fa
share
play button

Torre Annunziata - «Avete fatto bingo Brigadie'». Carabinieri trovano arsenale per una guerra

27/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia 3-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

22/03/2026
share
Tutti i video >
Juve Stabia







Mostra altre


keyboard_arrow_upTORNA SU
Seguici