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Juve Stabia - Vespe, la crisi è questione di numeri

Le statistiche gialloblù sono impietose, nelle ultime 10 partite sono giunte 5 sconfitte, 2 pareggi e solo 3 vittorie. E il 4-2-3-1 non garantisce equilibrio

tempo di lettura: 3 min
di Gioacchino Roberto Di Maio
17/02/2022 09:36:18
Juve Stabia - Vespe, la crisi è questione di numeri

La torcida gialloblù

La salvezza prima di ogni altra cosa. Non può far ambire ad altro un rendimento che nelle ultime 10 partite ha visto la Juve Stabia vincerne solo 3 a fronte di 2 pareggi e ben 5 sconfitte contro Paganese, Virtus Francavilla, Avellino, Palermo e Catania. Gli appena 11 punti ottenuti su 30 disponibili non rappresentano un bottino degno di una squadra gloriosa che ambisce ai playoff, soprattutto se si considera che in ben 4 circostanze gli uomini di Sottili hanno incassato 3 reti e gli etnei, martedì, avrebbero potuto realizzarne altrettante. Recentemente, nel mondo del calcio, si è affermato come pensiero comune che i moduli siano solo numeri, eppure le statistiche non fanno che ribadire che il 4-2-3-1 non sia in grado di garantire continuità ad una formazione il cui centrocampo viene puntualmente scavalcato, al netto delle prove di grande sacrificio dei titolari Altobelli e Scaccabarozzi e dell'alternanza Davì, dagli avversari che amano uscire palla al piede. Copione cui si è assistito anche contro Foggia e Latina, match vinti soprattutto grazie alle prestazioni straordinarie di Dini e ad uno spirito di gruppo evaporato in queste ultime due gare. Ecco, dunque, che con Squizzato ai box da tempo immemore, la cessione di Berardocco a gennaio appare un peccato capitale che in chiave cambio modulo può pesare notevolmente in questa fase buia. Un anno fa la mossa vincente di Pasquale Padalino fu proprio il mettersi in discussione optando per un passaggio al 3-4-3 che portò in dote un girone di ritorno con annesso record di vittorie in trasferta, probabilmente è giunto il momento, in casa gialloblù, di fate altrettanto valutando una nuova chiave tattica. Sabato si tornerà in campo, stavolta a Picerno, contro quel club che all'andata è costato la panchina a Walter Alfredo Novellino. Certo, Sottili, al contrario del suo predecessore che era stato artefice di uscite poco felici nei confronti della società sulla querelle minutaggio, non è assolutamente in discussione, ma le prossime 3 sfide, contro i lucani sabato, la Vibonese martedì e il Monopoli il 26 febbraio, potrebbero rimescolare le carte. Il tecnico toscano, alla Tony D'Amato nella pellicola "Ogni maledetta domenica", dopo la sconfitta con il Catania ha invitato i propri uomini a risorgere come collettivo. Ecco dunque che il discorso del coach nel film di Oliver Stone torna di grande attualità. «Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo 1 centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro fino alla disfatta. Siamo all'inferno adesso, signori miei credetemi, e possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell'inferno 1 centimetro alla volta. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per 1 centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per 1 centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire. In ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà 1 centimetro. E io so che se potrò avere un'esistenza appagante, sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. È in quei 10 centimetri davanti alla faccia. Ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento, voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei. Perciò, o noi risorgiamo adesso come collettivo o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto quì!!!». Post fata resurgo è il motto per eccellenza di Castellammare di Stabia, è giunto il momento di risorgere tornando a vincere in trasferta. Gli obiettivi saranno poi una logica conseguenza.

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