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Juve Stabia - Una targa a Gianluca Di Marzio. «Lontano fisicamente ma vicino con il cuore»

Il giornalista di Sky racconta il papà Gianni.

tempo di lettura: 3 min
di Aurora Levati
16/02/2022 16:13:19
Juve Stabia - Una targa a Gianluca Di Marzio. «Lontano fisicamente ma vicino con il cuore»

La Juve Stabia, in occasione del match infrasettimanale con il Catania, disputato nella giornata di ieri alle 14.30, ha ospitato il giornalista di Sky Gianluca Di Marzio, figlio dell'ex tecnico Gianni che è recentemente scomparso. Gianluca è stato omaggiato di una maglia ufficiale e di una targa, consegnate direttamente dal socio Giuseppe Langella e dall'Amministratore Unico Filippo Polcino. A margine dell'evento, si è reso disponibile ai microfoni per raccontarsi e raccontare papà Gianni.

«Qual è il rapporto con la città? Sono nato qui, ma non ci ho mai vissuto - afferma il giornalista -. E' un rapporto di lontananza fisica, ma grande vicinanza con il cuore. Ho un po' il rimpianto di non averci mai vissuto perché non ho potuto conoscere la città, come avrebbe meritato, e soprattutto la gente. Tornai in città dopo tanti anni in occasione della telecronaca di Juve Stabia-Napoli. Il primo tempo di quella partita non arrivò nelle case, causa problemi tecnici. Ma, fu una partita meravigliosa. Per me fu una grandissima emozione, come lo è ogni volta che torno, visto che è stata anche una piazza in cui mio papà ha allenato. La stagione 72/73? Mi ha sempre raccontato del rapporto viscerale che c'era con la piazza. Infatti, è stato lui a scegliere di farmi nascere qui per un segno di rispetto verso la città che lo aveva accolto e amato molto. Lui mi ha raccontato poco della sua avventura in gialloblù. Ne ho sentiti molto di più da parte di altri. Per esempio, Pietro Lomonaco disse che era venuto da avversario al Menti e mio papà entrava molto spesso a partita già iniziata solo quando la gente lo chiamava. Il primo pensiero quando sono entrato al Menti? Ho pensato subito a papà seduto su quella panchina. Poi, è andato a tutte quelle persone di Castellammare che vorrebbero che la squadra della città potesse disputare un campionato differente, come la Serie B o la Serie A. Mi piacerebbe poter tornare e rivederlo pieno di gente con bandiere gialloblù e magari in occasione di qualche partita veramente importante per la storia della città. »

«Ho raccontato la Juve Stabia varie volte in questi ultimi anni. Anche se le ho commentate da Milano, è stata sempre una grande emozione. L'anno scorso ho potuto apprezzare il campionato e la bella stagione fatta. Speravo che, quest'anno, ci fosse una continuità di rendimento che portasse la squadra a lottare per i primi posti della classifica, ma non è stato così. Nonostante questo, i gialloblù sono in crescita. Il lavoro che sta facendo Mister Sottili è interessante. Credo che possa riuscire ad arrivare al traguardo dei play off, anche se non sarà semplice vista la concorrenza. Il mio rapporto con la C? E' un rapporto forte. In questo campionato ci sono tantissime squadre che sono state allenate da papà e tante altre che hanno storie importanti e città che vivono di calcio. Mi spiace quando un campionato così bello viene snobbato dalle testate giornalistiche, se non il lunedì. Infatti, io, insieme a i miei collaboratori, ho aperto "La Casa di C" perché è un mondo che va raccontato, non snobbato.»

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