Il match di sabato pomeriggio lascerà inevitabilmente qualche scoria nell’ambiente gialloblù e per eliminarle del tutto o quasi ci vorrà del tempo. La frattura tra tifoseria e squadra è andata acuendosi sempre più, tra numeri sempre più bassi e la feroce contestazione al termine della gara contro l’Ischia. Se la precedente gara interna con la Fidelis Andria aveva visto soltanto 873 paganti, tanto da spingere il club del patron Manniello a chiudere il settore distinti per il derby contro gli isolani, le cose non sono per nulla migliorate nel giro di 2 settimane. Nonostante il gemellaggio tra le tifoserie ed un orario insolito ma non troppo, la città di Castellammare non ha risposto all’appello ed i numeri ufficiali parlano di 962 paganti, inclusi 136 per il progetto scuole. Dalla rabbia play-off ad una situazione di classifica preoccupante, con la Juve Stabia che si ritrova con soli 2 punti di margine sulla zona calda.
Il mister Zavettieri aveva parlato di prova di maturità non superata dalla Juve Stabia, quando dopo il gol del pari di Grandolfo i suoi ragazzi erano stati completamente in balia della Fidelis Andria per tutti gli ultimi 25 minuti di gara. Contro l’Ischia le vespe sono riuscite addirittura nell’impresa di far peggio, mandando all’aria per due volte il doppio vantaggio (3-1 e 5-3) fino a suicidarsi del tutto tra i minuti 86 e 88 quando hanno regalato agli isolani un pari a cui forse neanche la squadra di Bitetto credeva più.
Al fischio finale della gara la rabbia della piazza è incontenibile. L’insulto più lieve è “vergognatevi” mentre non mancano dubbi sull’onorabilità dei calciatori, accusati dalla tribuna di essersi venduti. I tifosi stazionano davanti all’ingresso del “Romeo Menti” e chiedono di parlare con la società e i calciatori. Discutono con Zavettieri ed il patron Manniello, vogliono la “testa” di Polito e Migliorini, ma devono accontentarsi di Obodo, Ripa e Favasuli che ci mettono la faccia, ricevendo accuse e insulti, ed andando via visibilmente provati. Prima di Natale la Juve Stabia avrà due partite sulla carta non impossibili, ma che dovrà cercare di giocare con la mente quanto più possibile libera, per portare a casa 6 punti che potrebbero dare una boccata d’ossigeno a una classifica notevolmente deficitaria. Sabato si va a far visita alla Lupa Castelli Romani, desolatamente ultima a quota 5 e reduce da ben 5 sconfitte consecutive, 7 nelle ultime 8 gare. Quindi, al “Menti” sarà di scena il Monopoli, squadra che lontano dal proprio stadio non conosce mezze misure: 2 vittorie e 4 sconfitte in 6 gare esterne. Nelle ultime 2 uscite, però, la squadra di Tangorra ha collezionato altrettanti ko contro Cosenza e Casertana con l’identico punteggio di 2-1. Chiudere l’anno solare a quota 22 sarebbe di fondamentale importanza per infondere nuovamente fiducia e autostima ad un gruppo con il morale ormai sotto i tacchi.
Mettendo da parte gli orrori dei minuti finali di gara, ed in particolare la sciagurata autorete di Romeo che, libero da pressioni, ha regalato il pari all’Ischia entrando in scivolata su un cross dalla destra di un imprendibile Kanoute, ci sono alcune piccole considerazioni che permettono di trovare alcuni, piccolissimi lati positivi in una gara da dimenticare.
Dall’avvento di Zavettieri sulla panchina della Juve Stabia, le vespe non hanno mai perso. Serie aperta di 8 risultati utili consecutivi, di cui 2 vittorie e 6 pari. Gli ultimi 5 consecutivi contro Matera, Benevento, Andria, Messina ed Ischia.
Fortunatamente per la truppa dell’ex mister dell’Aquila, fino alla fine del girone di andata non ci saranno più derby, che tanti punti hanno tolto alle vespe in questa stagione. 3 pari ed 1 ko nelle 4 sfide disputate contro le altre compagini campane. Si parte al “Menti” contro la Paganese, quando il gol di Gurma in pieno recupera pareggia il vantaggio iniziale trovato da Migliorini. La settimana successiva, ancora tra le mura amiche, la capolista Casertana si impone per 2-1. Arcidiacono risponde a Negro, ma a 10 minuti dalla fine l’ex De Angelis regala alla squadra di Romaniello 3 punti molto importanti. A Benevento le vespe sfiorano l’impresa, con Gomez che apre le danze con un gol di pregevolissima fattura dalla distanza. La gioia della vittoria resta però strozzata ai tanti supporters giunti al Vigorito quando Migliorini indirizza in scivolata alle spalle di Polito un cross dalla destra di Melara. Infine, Juve Stabia-Ischia è una ferita fin troppo aperta che appare superfluo rivangare.
La nota più lieta giunge però da una linea offensiva, che ha finalmente ritrovato smalto e brillantezza nei suoi più importanti interpreti. Se si parlava di un attacco spuntato, con 4 gol realizzati nelle ultime 5 gare di cui solo Gomez come firma della linea offensiva, qualcosa è cambiato. Mettendo per un attimo da parte il secondo centro stagionale di Migliorini ed il primo di Obodo, si sblocca finalmente in campionato anche Francesco Nicastro. L’attaccante siciliano, dopo il gol realizzato al Melfi nel primo turno di Tim Cup, ha attraversato un lungo periodo di astinenza durato 743 minuti, prima di battere Iuliano per il gol del momentaneo 1-0 contro l’Ischia. Raggiungere e superare il primato personale di 6 reti realizzate nella scorsa stagione non sembra più solo mera utopia.