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Juve Stabia - Si ricomincia da tre. E la scaramanzia suggerisce il grigio

Il derby contro la Paganese si gioca in contemporanea con Napoli - Juve.

tempo di lettura: 5 min
di Giovanni Minieri
22/09/2015 10:41:12
Juve Stabia - Si ricomincia da tre. E la scaramanzia suggerisce il grigio

La Juve Stabia ricomincia da tre. Tante quante sono state le giornate necessarie alle vespe di Salvatore Ciullo per tornare a vincere. L’attacco, che aveva avuto le polveri bagnate contro Melfi e Lecce, finalmente si sblocca e per il Catanzaro, vittima sacrificale di turno, non c’è nulla da fare. Ciullo si affida all’artiglieria pesante, con Ripa e Gomez che rispondono presente mettendo così una pezza all’errore di Russo che, negli ultimi secondi del primo tempo, si lascia colpevolmente sfuggire una conclusione non irresistibile di Bernardi, servendo su un vassoio d’argento a Razzitti il tap-in dell’1-0. Negli spogliatoi arriva la tanto attesa svolta. I calciatori si guardano in faccia rendendosi conto di aver ormai raggiunto un punto di non ritorno. Prestazioni in crescendo, ma con un unico comun denominatore: quell’immensa fatica a capitalizzare le tante occasioni create che vedeva una potenza offensiva di fuoco incredibilmente ancora a secco e, di conseguenza, la Juve Stabia in fondo alla classifica con un misero 0 alla casella dei punti conquistati. Non si poteva più fallire. Le vespe avevano l’obbligo di varcare quel labile confine tra il fallimento e la gloria ed è così che, alla ripresa delle ostilità, rientravano nell’acquitrino del “Ceravolo” con il fuoco dentro. Grinta, determinazione e voglia di lottare su ogni palla per ribaltare un risultato che aveva tutto il sapore di un’ingiustizia. Ed è proprio quando il gioco si fa duro che i veri duri cominciano a giocare. Cross dalla destra di Cancellotti, Ripa sovrasta il malcapitato Priola e realizza il gol n°100 in carriera con tanto di dedica alla figlia, la persona più importante della sua vita. La Juve Stabia si carica ancora di più, vede il rivale ferito ed aspetta il momento propizio per sferrare l’ultimo attacco mortale. Al 85’ Ricci prova a chiedere anzitempo la maglietta a Gomez, ma questi gli va via implacabilmente in velocità. Triangolo con il neo-entrato Gatto e destro sporco che vale il sorpasso. Esultano i cinquanta sostenitori giunti fino a Catanzaro per sostenere i propri beniamini in un momento molto delicato, come evidenziato dal confronto tenutosi in settimana tra squadra e tifoseria organizzata affinché non si lesini impegno e dedizione alla causa stabiese.
La Juve Stabia ha dimostrato di essere più forte di tutto e tutti. Anche della cabala, che dava ben poche speranze ai gialloblù visti i numeri terribilmente impietosi che preoccupavano non poco perfino i più inguaribili ottimisti. Catanzaro e Juve Stabia si erano infatti già affrontati ben nove  volte al “Ceravolo” con le vespe che ne erano sempre uscite con le ossa rotte, avendo ottenuto soltanto 4 pari e ben 5 ko. Catanzaro-Juve Stabia fu il match di apertura dello scorso campionato di Lega Pro, che visse però delle scorie del mancato ripescaggio in Serie B di cui beneficiò ingiustamente il Vicenza. I giallorossi si imposero nettamente per 2-0 grazie alle reti di Pagano e Martignago. Lo stadio del capoluogo calabrese non evocava bei ricordi neanche al mister Salvatore Ciullo che, sulla panchina del Martina, affrontò nella stagione scorsa il Catanzaro proprio alla terza giornata, incassando una sconfitta per 1-0 con gol vittoria dell’ex Napoli Russotto. Martina che, dopo tre sconfitte consecutive, riuscì a conquistare il primo punto in classifica soltanto alla quarta giornata quando, tra le mura amiche, costrinse l’Ischia ad un pari per 2-2.
Allo stesso tempo, però, le statistiche sanno essere anche benevole. Anche nella scorsa stagione la Juve Stabia riuscì a conquistare la prima vittoria in campionato soltanto alla terza giornata, in trasferta sul campo della Casertana grazie ad una rete nei minuti finali di Vella. Unica differenza, le vespe avevano dopo i primi 270 minuti 4 punti in cascina rispetto ai 3 attuali, frutto del pari interno (1-1) contro il Matera nella seconda giornata. Dal blitz esterno a Caserta partì una serie positiva lunga ben dodici partite che si interruppe bruscamente soltanto a dicembre a seguito della sconfitta (2-3) sul campo della Salernitana poi promossa in Serie B.
Per il prossimo derby contro la Paganese, che la Lega ha vergognosamente messo in programma per sabato alle ore 20:30 in pericolosa (in termini di affluenza) concomitanza con la partitissima di Serie A tra Napoli e Juventus, la scaramanzia suggerirebbe di continuare a giocare con la maglia grigia che tanto bene ha portato nella trasferta di Catanzaro. A Melfi le vespe giocarono in maglia bianca, mentre al “Menti” contro il Lecce la squadra entrò in campo con la tradizionale maglia a strisce verticali gialloblù. In entrambi i casi la Juve Stabia tornò a casa senza alcun punto all’attivo.
Per quanto riguarda invece l’aspetto tecnico, mister Ciullo schierò il duttile difensore Liotti nel suo ruolo naturale di terzino sinistro al posto di un Contessa che apparse ben lontano dalla miglior condizione nelle prime due uscite. Il difensore pugliese fece poi il suo ingresso in campo nella ripresa sostituendo Vella, andandosi a schierare nell’inedito ruolo di esterno alto. Fece il suo esordio assoluto l’ex Salernitana Favasuli, che sostituì a metà ripresa uno spento Carrotta, mentre per la prima volta Ciullo diede spazio fin dall’inizio alla coppia d’attacco Ripa-Gomez. Idea già in cantiere per la partita contro il Lecce, ma i postumi di un attacco influenzale costrinsero l’ex attaccante del Sassuolo a partire dalla panchina lasciando spazio a Nicastro dal primo minuto con Gatto esterno alto.

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