Per gli sportivi stabiesi, il 2019 rappresenta, senza alcun dubbio, un’annata da archiviare utilizzando un unico aggettivo: fantastico. Dopo un purgatorio di cinque anni chiamato Serie C, le Vespe, lo scorso maggio, hanno brindato al ritorno in cadetteria, già frequentata, per tre stagioni, all’inizio del decennio che è andando in archivio. Un ritorno, quello in Serie B, colto al termine di una grande stagione, passata per il netto dominio del proprio girone (promozione aritmetica già il 20 aprile) e una difesa granitica, che per svariati mesi è stata la meno perforata di tutti i campionati professionistici europei.
I dubbi del pre-campionato trovano terreno fertile in avvio di stagione
Un nuovo accesso nell’elite del calcio, però, che lasciava aperti svariati interrogativi. Una fetta di tifosi gialloblè, infatti, non era particolarmente soddisfatta dell’operato della dirigenza in sede di calciomercato, scordandosi, forse, del grande lavoro svolto negli ultimi due anni, dov’era stata allestita una compagine di tutto rispetto per affrontare la Serie C. Una preoccupazione, però, che era stata condivisa da buona parte della stampa nazionale: ad agosto, la maggior parte dei mass media sportivi pronosticava un campionato di sofferenza per la compagine di Fabio Caserta, considerato, da svariati organi di stampa, la più autorevole candidata alla retrocessione.
Una convinzione, ad onor del vero, acuita dall’avvio di stagione delle Vespe, che tutto è stato fuorché che positivo. Nelle prime sei partite, infatti, i gialloblè hanno guadagnato un misero punticino, in quel del Curi di Perugia, lontano dal Menti di Castellammare. Lo stadio di casa, viceversa, sembrava un fortino inespugnabile: tre sconfitte in altrettante partite giocate a domicilio. Un vero e proprio smacco per i supporters stabiesi, che hanno dovuto assistere anche ad una sconfitta, nel match contro l’Ascoli, difficile da digerire per le dimensioni assunte: 1-5. Alla fine di settembre, dopo il k.o. al Menti contro il Cittadella, non erano pochi quelli che chiedevano la testa di Caserta, anche se, ad onor del vero, rappresentavano una minoranza dei tifosi.
L’amore fra Castellamare e Caserta fa scoccare la scintilla della rinascita
In tanti, infatti, credevano ciecamente nelle qualità del tecnico calabrese, nonostante la giovane età (41 anni) e la prima avventura nel campionato cadetto. L’amore di Caserta per i colori gialloblè, d’altronde, è certificato da tempo. Da quel lontano 2012 quando decise, a 34 anni, di scendere in Serie B per indossare la maglia delle Vespe. Nessuno, in quel momento, poteva immaginare che quel centrocampista con straordinari tempi d’inserimento diventasse l’emblema della Juve Stabia. Un connubio indissolubile che, ancora oggi, prosegue a sette anni di distanza. Dal campo alla panchina. Ed è anche per questo motivo che la maggioranza del popolo stabiese, nonostante l’ultimo posto in classifica, si è stretta attorno al tecnico, che ha ripagato il calore e l’affetto con tre mesi intensi e ricchi di soddisfazioni.
Il 5 ottobre, a Trapani, in un match di vitale importanza per la “zona-salvezza”, la Juve Stabia è rinata espugnando il campo di una diretta concorrente. Un match che è valso ben più dei tre punti in classifica. Proprio in quell’istante è iniziata la riscossa. Sovvertendo qualunque previsione, anche quelle dei siti di pronostici calcio in Italia, le Vespe hanno raddrizzato la propria classifica. Ed ora, al giro di boa, si trovano due punti sopra le sabbie mobili della zona retrocessione, a sole tre lunghezze dal sogno play-off grazie ad una classifica che, Benevento a parte, risulta corta e ricca di clamorosi colpi di scena.
Tre mesi splendidi e intensi, capaci di regalare risultati epici, come la vittoria nel derby contro la Salernitana o il successo epico del Bentegodi al cospetto del Chievo: dopo aver chiuso il primo tempo sotto di due reti, i gialloblè, con una strepitosa seconda frazione, hanno ribaltato il match, guadagnando i tre punti nei minuti di recupero grazie ad un penalty trasformato da Forte. Una vittoria che, meglio di qualunque altra, testimonia i due tratti fondanti di questa squadra, che nel girone di ritorno è chiamata a confermare quanto di buono mostrato in quest’ultima parte di 2019: carattere e determinazione.