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Se da un lato la trattativa tra il patron Franco Manniello ed Andrea De Lucia sembra vivere una fase di stallo con il numero uno della DL Group che temporeggia, il mercato va avanti e le trattative proseguono a ritmo sostenuto per comporre i tasselli in grado di formare una Juve Stabia da ambizioni importanti.
Momento di porte girevoli in casa gialloblù con una vera e propria rivoluzione in atto per chiudere a doppia mandata la retroguardia nella prossima stagione. Il rapporto tra Stefano Russo e la Juve Stabia si è concluso alla scadenza naturale del contratto lo scorso 30 giugno, senza che ci siano mai stati segnali di una possibile negoziazione per il rinnovo. Un campionato fatto di alti e bassi per l’estremo difensore classe ’89, che aveva visto la possibilità di dare una svolta alla propria carriera nella città delle acque dopo una stagione vissuta all’ombra di Gori a Salerno. Titolare indiscusso per le prime 7 giornate di campionato, finisce ko per circa due mesi a causa di un infortunio al gomito patito nel corso del match interno contro il Cosenza pareggiato per 1-1. Per ovviare alla sua assenza forzata, la società tessera lo svincolato Ciro Polito: portiere esperto e dalla forte personalità con un passato importante in A con le maglie di Catania, Atalanta e Sassuolo. Alcune prove poco convincenti dell’estremo difensore napoletano riaprono a Russo le porte del campo a partire dalla trasferta di Caserta fino al termine del campionato chiuso con la salvezza aritmetica a 2 giornate dal termine.
Non proseguirà neanche l’avventura di Ciro Polito. O almeno non più sul rettangolo verde del Romeo Menti ma piuttosto dietro una scrivania. Nonostante la sue doti di leader all’interno dello spogliatoio, in campo è sembrato in alcuni frangenti distratto, soprattutto nei match contro Ischia (5-5) e Paganese (3-4) che hanno finito per metterlo inevitabilmente nell’occhio del ciclone e soprattutto nel mirino della tifoseria. A fine stagione Polito decide di appendere i guantoni al chiodo e di entrare nello staff del nuovo allenatore Gaetano Fontana in qualità di uomo di raccordo tra dirigenza e spogliatoio.
Il cambio della guardia tra i pali potrebbe favorire l’approdo a Castellammare di un altro Russo: Danilo, 29 anni tra pochi giorni e nativo di Pompei. Cresciuto nel Settore Giovanile del Genoa, inizia la gavetta in C2 con le maglie di Pergocrema e Viareggio. Nel 2011 conquista il campionato di Prima Divisione con lo Spezia, in un’annata magica in cui fa “triplete” con la Coppa Italia di Lega Pro in finale contro il Pisa e la Supercoppa Italiana di Terza Serie nella doppia sfida contro la Ternana. Dopo aver assaporato la B proprio con i liguri, torna in Prima Divisione dove vince un altro campionato difendendo i colori della Pro Vercelli, questa volta però al termine dei play-off vinti superando nell’ordine Feralpisalò, Savona e Sudtirol. Dopo aver disputato di nuovo il campionato cadetto conquistato sul campo, scende ancora di categoria per giocare tra le fila del Matera in una stagione non troppo fortunata. Le strade di Russo e quelle dei gialloblù finora non si sono mai incrociate: nel blitz al Picco targato Danilevicius e Dicuonzo sedeva in panchina a far da riserva a Iacobucci, mentre nel ritorno a Castellammare finito 2-1 per le vespe grazie ad un’autorete di Romagnoli ed un gol di Zito, Danilo Russo non figurava neanche tra i convocati. Attualmente svincolato, potrebbe essere tra i profili adatti a ricoprire il ruolo di portiere titolare nella nuova Juve Stabia di mister Fontana.
Di spessore diverso, ma più difficilmente percorribile è il nome di Piergraziano Gori detto Ghigo: usato sicuro e dna vicnente. Figlio d’arte (il padre Graziano è stato un buon centrocampista con 2 presenze in Coppa Italia con il Milan), vince il campionato di Seconda Divisione con il Benevento (2007/08) e 3 di Prima Divisione con Nocerina (2010/11), Salernitana (2014/15) e Benevento (2015/16). Nonostante una splendida cavalcata con i sanniti di Auteri approdati per la prima volta nella propria storia in Serie B, Gori non sembra più rientrare nei piani della società giallorossa, che è in procinto di scegliere il proprio numero uno tra Perucchini (ex Lecce scuola Milan) e Cragno. Quest’ultimo, di proprietà del Cagliari, è uno dei prospetti più interessanti in giro per l’Italia. 22 anni appena compiuti, e già alle spalle 52 presenze in B e 14 in A proprio con la maglia dei sardi, e 7 in Under 21, superato recentemente nelle gerarchie dall’esplosione dello stabiese Donnarumma.