Jan Polak
Mastica amaro la Juve Stabia dopo l’ennesima opportunità persa dinanzi al proprio pubblico. A manifestare il proprio dissenso senza troppi giri di parole è soprattutto un Jan Polak a cui il pari non va davvero giù. «Non è una questione di prestazione – taglia corto il difensore –, non si può essere soddisfatti di un pareggio giunto al termine di un incontro che volevamo assolutamente vincere. Dispiace, avremmo voluto salutare in maniera differente i nostri tifosi prima della sosta». Una Juve Stabia che in questo girone di andata ha paradossalmente fatto meglio in trasferta, con 3 vittorie, piuttosto che in casa dove ancor oggi l’unico acuto resta quello con il Catania. «La verità non la scopro certo io, le partite tra le mura amiche sono molto più complesse perché i nostri avversari badano quasi esclusivamente a difendersi accontentandosi molto spesso di chiudere tutti gli spazi anziché cercare di vincere. È naturale che non sia semplice trovare il bandolo della matassa in questo contesto. Da par nostro proviamo sempre a giocare, peccato che non sempre basti quando gli altri hanno tutti gli uomini dietro la linea della palla». Di positivo, non è un mistero, vi è la prestazione della linea arretrata contro il Monopoli. «Zavettieri ha ragione, possiamo giocare sia a tre che a quattro senza problemi di sorta. Anche all’esordio, d’altronde, avevamo dimostrato di aver trovato i giusti equilibri dopo le difficoltà patite nella prima mezzora. Il girone di ritorno? Dovrà essere totalmente diverso, dovremo darci una mossa soprattutto al Menti se vogliamo davvero toglierci delle soddisfazioni». In fondo non basterebbero 18 pareggi a raggiungere la quota salvezza.