Mister Leonardo Colucci è salito presso la sala stampa del R. Menti per rispondere alle domande dei media. Le vespe attendono il Monterosi nell’impianto sportivo di Via Cosenza per la sfida valida per la 22esima giornata, in programma domani alle ore 17:30. I laziali sono reduci da un pareggio a reti inviolate con il Potenza e vogliono dare una svolta al trend di risultati. La Juve Stabia vuole dare continuità alla striscia positiva e riscattare l’amaro pareggio di Torre del Greco. Le dichiarazioni del tecnico in sintesi: «è un piacere rivedere Menichini. Bravissima persona, nonché ottimo allenatore. Il Monterosi è una squadra organizzata, che non merita l’attuale posizione in classifica. Sarà una partita da prendere con le pinze. Servirà la massima serietà e determinazione, non sarà per niente facile. Abbiamo il nostro pubblico, ma a volte è l’atteggiamento della squadra che fa la differenza. A Reggio Emilia furono dimissioni dovuti a motivi non calcistici. Il giocattolo si era rotto. Nessuna rivincita. Avrò il piacere di riabbracciare il mister. N’è passata di acqua sotto i ponti, ma sono concentrato sul presente. Ogni giocatore ha le sue caratteristiche. Il calcio è uno sport collettivo con aspetti individuali. Serve la bravura di saper leggere il pericolo, ma l’errore fa parte dell’apprendimento. Chi fa questo sport ha bisogno della cattiveria agonistica. A volte nei ragazzi manca lo spirito di emulazione e manca il piacere di far fatica. L’aspetto tecnico può migliorare e l’allenamento ti porta a migliorare. Durante gli allenamenti mi piace allenare tutti e 24 i ragazzi. Chi fa 10 minuti e chi 8. Non sopporto vedere un ragazzo fermo. Non credo che solo attraverso l’allenamento si possa migliorare. La classifica è talmente corta che non è ancora una classifica. A parte le prime due che hanno un po’ rallentato, dobbiamo pensare a noi stessi, facendo più punti possibili e dare il massimo: salvaguardare la categoria e valorizzare i giovani. Della Pietra? è giusto che vada a giocare. Denis è andato via per motivi di famiglia. Il mercato? Ai ragazzi devo rispetto. Se qualcuno viene a darci una mano, ben venga. Ci sono ragazzi con delle prospettive ma con poche ore di volo. Quindi hanno bisogno di crescere. E magari in alcune situazioni di campo vengono meno le qualità giuste. Dobbiamo avere più fiducia nel trovare le giocate giuste. L’approccio? Quello di iniziare forte e finire fortissimo. In partita bisogna avere intelligenza. La squadra sta bene, sia sotto l’aspetto mentale che fisico. Gerbo? È uno di quei ragazzi che stanno dando il massimo. Ha avuto dei problemi, ma ha recuperato. Faccio delle scelte anche in base a quello che vedo, ma dell’impegno del centrocampista non posso dire nulla.»