Il patron se la prende con il direttore di gara e con la cattiva sorte: “Troppi infortuni, oggi abbiamo perso anche Maiorano, Polak e Nicastro. I ragazzi hanno dato l'anima”.
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Al termine del match contro il Lecce che ha visto le vespe soccombere tra le mura amiche e incappare nella seconda sconfitta consecutiva in campionato, il patron Franco Manniello tuona contro i detrattori e fa da scudo per i suoi ragazzi, sommersi dai fischi dei tifosi al 90': “Sono orgoglioso della prestazione offerta dalla mia squadra - spiega il presidente -. Il Lecce ha un budget che è circa dieci volte superiore rispetto al nostro e ha sofferto fino all'ultimo minuto per avere la meglio su una piccola realtà coma quella stabiese. Se i tifosi ritengono che questo gruppo sia obbligato a vincere contro queste corazzate, allora è opportuno che non vengano allo stadio perché abbiamo bisogno soltanto di persone che siano vicine alla squadra nei momenti di maggiore difficoltà. Gli incassi del club pugliese sono proporzionali all'enorme bacino d'utenza di cui dispongono e raggiungono cifre che noi possiamo soltanto sognare. Questi ragazzi hanno dato l'anima e oggi meritano soltanto applausi”. L'arbitraggio, inoltre, non ha convinto Manniello, il quale ha poi inveito contro la cattiva sorte: “Il gol annullato a Ripa grida vendetta - afferma il patron -. Non capisco come abbia fatto l'assistente a giudicare irregolare la posizione del nostro attaccante, né come il direttore di gara abbia potuto trascurare il tocco di mano di Doumbia in occasione del gol leccese. Si è trattato di un arbitraggio scientifico che ci ha penalizzato oltremodo. I nostri avversari non hanno bisogno di godere di simili vantaggi. Eravamo già oberati da una serie incredibile di infortuni, a cui oggi si sono aggiunti Maiorano nel prepartita, Polak e Nicastro a gara in corso. Speriamo di non dover rinunciare a lungo anche a loro e di recuperare presto i nostri elementi chiave, perché questa squadra era stata costruita per attuare un sistema di gioco mai messo in pratica finora a causa delle numerose assenze. Solo un folle potrebbe pensare di competere col Lecce schierando così tanti giovani del '94 e de '95. Abbiamo tenuto bene il campo fino al fischio finale e avremmo anche meritato il pareggio. Non posso rimproverare nulla alla mia Juve Stabia”.